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SCENARIO/ 2. Sapelli: rischiamo di finire come la Slovacchia

La situazione di crisi finanziaria che ancora attraversiamo, spiega GIULIO SAPELLI, è favorita dalla presenza delle banche universali. Per questo occorre una riforma del sistema

Foto Ansa Foto Ansa

Giulio Sapelli ha il dono di rispondere a domande su temi complessi con la capacità di cogliere la sostanza dei problemi e di indirizzare il suo interlocutore sulla pista giusta mentre continua una bagarre di dichiarazioni, controdichiarazioni, prese di posizioni, road-map e vari vertici che avvengono a livello europeo di fronte a una crisi, a una “grande contrazione”, chiamiamola come si vuole, che coinvolge tutto il mondo occidentale.

 

Professore, ieri il Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso ha tracciato una sorta di road-map per la ricapitalizzazione delle banche. In sintesi: prima le banche devono rivolgersi ai privati, poi agli Stati a cui appartengono e solo alla fine al Fondo salva-Stati. Che cosa ne pensa?

 

Sostanzialmente il percorso mi sembra giusto. Ma occorre che sia accompagnato da altre decisioni. Innanzitutto occorre che si riduca ancora il tasso di interesse. Lo so che è già all’1,5%, ma bisogna abbassarlo ancora, altrimenti la ricapitalizzazione favorirà solo le banche. La vera questione che si deve affrontare, infatti, è evitare il credit-crunch che taglia le gambe alle Piccole e medie imprese. Rispetto comunque alla complessità della crisi non è poi detto che la sola ricapitalizzazione delle banche possa salvarci. Mi sembra incredibile che ci siano organizzazioni che aiutano i disoccupati in America che facciano richieste più sensate di quelle che si fanno in Europa.

 

A che cosa si riferisce?

 

C’è una forte richiesta da parte di queste organizzazioni di creare delle banche popolari, affinché favoriscano credito alle imprese e alle famiglie. Mi chiedo: ma è possibile che ci arrivino i disoccupati americani e non la Bce e l’Europa nel suo insieme?

 

A proposito di Europa, due fatti sono abbastanza eloquenti. Il primo riguarda il Parlamento della Slovacchia che prima boccia l’allargamento del Fondo salva-Stati e poi, su “pressioni” europee, raggiunge un accordo per approvarlo. Il secondo è il caso Dexia, il colosso bancario franco-belga il cui salvataggio sembra bloccato da diatribe tra valloni e fiamminghi. Che cosa si può dire di fronte a questi fatti? 


COMMENTI
13/10/2011 - Finalmente.... (Mariano Belli)

"La realtà è che c’è un oligopolio finanziario mondiale che ormai stabilisce le scelte in campo finanziario, economico e politico. Il mondo politico è subalterno a questo oligopolio finanziario mondiale." Finalmente, finalmente....il succo della questione è tutto qui, ora c'è bisogno che verso questa dura realtà si crei una coscienza popolare diffusa, perchè tantissime persone sono come inebetite, incredule, spesso ignare, gli stanno letteralmente succhiando il sangue e non se ne accorgono, magari pensano pure che è solo colpa di questo governo e dopo sarà tutto finito....no, solo quando il popolo, i popoli anzi, avranno capito come stanno le cose, solo allora il problema potrà essere estirpato e risolto, non prima. Il sogno di un'Europa unita era anche bello e affascinante, ma purtroppo la cupidigia degli uomini (potenti, politici, finanzieri, italiani compresi) ha ancora una volta avuto il sopravvento e distruggerà tutto ciò che con fatica si era costruito.....(secondo me, è chiaro)