BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

DOWNGRADE SPAGNA/ Standard & Poor’s taglia il rating sul debito da AA ad AA-

Anche la Spagna nel mirino delle agenzie di rating. Ad abbattere la propria scure sulla penisola iberica, questa volta, è stata Standard & Poor's, tagliando il rating della Spagna 

Foto Ansa Foto Ansa

Anche la Spagna nel mirino delle agenzie di rating. Ad abbattere la propria scure sulla penisola iberica, questa volta, è stata Standard & Poor's, tagliando il rating della Spagna da AA ad AA-. L’outlook resta, inoltre, negativo. E’ previsto, per il futuro, un ulteriore taglio. Secondo l’agenzia, le prospettive di crescita per il Paese sono incerte, e la crisi ne aggraverà ulteriormente il sistema finanziario. I rischi, inoltre, sono incrementati da una serie di condizioni penalizzanti, tra cui l’elevata disoccupazione e l’ipotesi che rallentino le economie dei propri partner principale. Il taglio è giunto nella notte, e segue quello già effettuato dalla più piccola delle tre agenzie che, insieme, dominano il 95 per cento del mercato, Fitch, giunto lo scorso 7 ottobre. Il taglio di S&P è il terzo nell’arco di tre anni. Il governo Zapatero, che il 20 novembre sarà sostituito da uno nuovo, dopo le elezioni, ha contribuito al giudizio dell’agenzia. In passato aveva, infatti, annunciato che non sarebbe riuscito a raggiungere l’obiettivo di crescita dell’1,3 per cento. La decisione alimenta i dubbi in ambito europeo di riuscire e risolvere la crisi dei debiti sovrani. A quanto ha riferito l’agenzia Bloomberg, dopo il taglio iberico non è esclusa l’ipotesi di dotare il Fondo monetario internazionale di risorse aggiuntive per far fronte ai rischi sempre crescenti della crisi. Ad aggiungere tensione, li fatto che Ficht ha tagliato il rating anche di Ubs, colosso bancario svizzero. Le prospettive, rispetto all’istituto di credito, restano stabili data la «probabilità estremamente elevata – si legge in una nota - di un sostegno al gruppo da parte delle autorità svizzere, almeno fino a che il settore finanziario globale non si sia stabilizzato, e fino a quando i nuovi strumenti di risoluzione delle crisi bancarie non siano messi in campo sia in Svizzera che nel resto dell'Europa». L’agenzia, contestualmente, ha deciso di mettere osservazione sette tra le più grandi banche statunitensi e ed europee: Barclays, BNP Paribas, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachsm, Morgan Stanley e Societé Generale.