BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ 1. Bertone: ecco i conti truccati che aggravano la crisi

Pubblicazione:venerdì 14 ottobre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Draghi, invece, ha messo il dito sulle piaghe interne: guai a illudersi che qualche esercito straniero scenda nella Pensiola a portarci aiuto (ecco la tentazione evocata da Goldman). Non saranno i soldi del Fondo salva-stati a risolvere i nostri guai, se non sapremo intervenire su pensioni, flessibilità del lavoro e metter ordine in Sanità, Giustizia e Istruzione.

Parole sante. Ma ci crede qualcuno che un cambio di governo o di maggioranza si tradurrà nell’introduzione dei tornelli di Renato Brunetta (che stanno dando buoni risultati) anche nei palazzi di giustizia o nelle università nostrane? Meglio rifugiarsi nella realtà virtuale, quella che alimenta il rialzo delle Borse di questi giorni. Tutt’altro che irrazionale, intendiamoci.

Nel caso passi un piano di salvataggio del sistema come quello preannunciato da José Manuel Barroso, un fiume di quattrini, per lo più pubblici, investirà il sistema: per portare il Tier 1 al 9%, come anticipa il Financial Times, ci vorranno 275 miliardi di euro. Ma chi ha questi soldi, pari a cinque volte la manovra italiana?

Le soluzioni sono due: o si stampa moneta, con effetti inflattivi immediati, oppure si diluisce il problema accreditando gli assets in circolazione di un valore “virtuale” che nel presente non hanno. Per semplificare, basti l’aneddoto (vero) di un esperto in crisi aziendali. “Ricevo questa lettera da una banca: lei mi dice che gli assets offerti in garanzia valgono 100, ma entrambi sappiamo che non valgono più di 50. Per questo motivo Le chiedo di appostarli in bilancio a 120”. In fin dei conti nulla mi vieta di dire che la “crosta” che ho appeso in salotto, eredità della zia, valga come un Picasso.

La Borsa prende atto di quest’andazzo: ogni qualvolta si allontana il rischio collasso, comunque ben vivo, le azioni prendono il volo in ossequio a quest’inflazione da assets. Il giochino sembra perfetto, salvo che questa realtà drogata non serve a far ripartire la domanda o gli investimenti, ma resta confinata entro i recinti del salotto di casa, ovvero nell’economia virtuale (ben diversa da quella, più che reale, creata da Steve Jobs). Insomma, non si fa sviluppo.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >

COMMENTI
14/10/2011 - la vigilanza (francesco scifo)

L'articolo può essere letto insieme a quello apparso su un altro giornale nazionale di Torino il 12 u.s. sul ruolo della BCE. Entrambi sfiorano il nocciolo della questione ma non lo centrano. Quello che ha fallito è la vigilanza interbancaria. La Banca d'Italia ha, tra le sue attribuzioni, un ottimo servizio di vigilanza che dovrebbe controllare lo stato economico reale delle altre banche italiane e delle finanziarie, tuttavia, il corretto funzionamento questo servizio viene ostacolato dalla politica. In effetti manca un efficente servizio di vigilanza interbancaria trasnazionale della BCE essendo lo stesso affidato alle banche centrali dei singoli paesi: è questo il tallone d'achille del sistema. Nessuno di fatto controlla la realtà dei bilanci delle Banche. Ecco perchè periodicamente saltano singole banche all'improvviso, questo avviene quando il loro debito diventa tale da non poter essere più coperto dallo Stato di apparteneza. Se la UE vuole sopravvivere deve: 1) dotarsi di un vero parlamento rappresentativo e non di un simulacro; 2) unificare le politiche fiscali con tasse uguali per tutti i paesi dell'Unione; 3)affidare veramente il controllo interbancario ad un organo comunitario.