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GOVERNO/ Votato il rendiconto: ecco tutti i tagli

Il governo vota nel pomeriggio il nuovo rendiconto dello stato per l’anno 2010 e la legge di stabilità, dopo aver ottenuto la fiducia in una giornata ricca di tensioni.

Foto (Ansa) Foto (Ansa)

Il governo vota nel pomeriggio il nuovo rendiconto dello stato per l’anno 2010 e la legge di stabilità, dopo aver ottenuto la fiducia in una giornata ricca di tensioni. La bozza del ddl prevede tagli per 60 milioni alla sicurezza e anche tagli di sue milioni per le spese di vitto del personale fuori sede dei carabinieri e della Finanza: si legge infatti nel testo che «al fine di razionalizzare e riorganizzare la spesa, anche attraverso il più razionale impiego delle risorse umane, logistiche, tecnologiche e dei mezzi delle forze di polizia nell'espletamento dei compiti di ordine e di sicurezza pubblica è disposta, fermo restando il conseguimento degli obiettivi di sicurezza pubblica nell'ambito delle risorse disponibili, la riduzione dello stanziamento previsto nello stato di previsione del ministero dell'Interno, missione ordine pubblico e sicurezza, programmi 8 e 9, di 10 milioni di euro per l'anno 2012 e di 50 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013, nella misura del 50% per la Polizia di Stato e del 50% per l'Arma dei carabinieri».  Confermato anche il dirottamento dei fondi che dovevano essere destinati alla banda larga, e la somma di 1,6 miliardi di euro verrà destinata per metà al fondo del ministero dell'Economia per "interventi urgenti", come sicurezza e difesa, e per metà al fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato. Per quanto riguarda la scuola, le aspettative e i permessi del settore vengono ridotti del 15% a partire dall’anno 2012-2013, «al fine di valorizzare le professionalità del personale scolastico». Inoltre, gli istituti autonomi non potranno avere dirigenti scolastici assegnati a tempo indeterminato se hanno meno di 300 alunni. Sempre secondo la bozza, i buoni pasto per il personale statale saranno garantiti solamente a chi lavorerà per almeno otto ore al giorno, escludendo al personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico. Via anche i fondi per l’edilizia sanitaria, con il miliardo di euro cancellato. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha fatto sapere che il testo è passato senza voti contrari, ammettendo comunque la presenza di tensioni iniziali tra il ministro Giulio Tremonti e  i ministri Romani e Prestigiacomo.