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TASSE/ L’esperto: ecco l’Ici che può aiutare le famiglie

Pubblicazione:venerdì 14 ottobre 2011

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Il debito pubblico italiano è diminuito ed è ritornato sotto i 1.900 miliardi di euro. Lo fa sapere la Banca d’Italia nel suo Bollettino statistico, con riferimento al mese di agosto. Merito anche delle entrate tributarie, che nei primi otto mesi dell’anno sono cresciute del 2,38% rispetto allo stesso periodo del 2010. E sempre in tema di tasse, Bankitalia ieri è stata protagonista, tramite l’audizione del capo ricerca economica di Palazzo Koch, Daniele Franco, al Senato, di una proposta abbastanza sorprendente: ripristinare l’Ici (Imposta comunale sugli immobili) sulla prima casa. Secondo la Cgia di Mestre, si tratterebbe di una manovra che potrebbe portare nelle casse degli enti locali circa 2,8 miliardi di euro, utili per finanziare i servizi pubblici locali.

«Effettivamente - ci spiega Ugo Arrigo, docente di Finanza Pubblica all’Università Bicocca di Milano - è giusto che i servizi locali vengano finanziati attraverso imposte locali. Non dobbiamo dimenticare che quando l’Ici è stata abolita, gli enti locali hanno dovuto fare affidamento sui trasferimenti dallo Stato centrale, che però sono stati quasi subito ridotti, e di conseguenza hanno dovuto tagliare i servizi pubblici. Di fatto, l’abolizione dell’Ici è andata a penalizzare, attraverso minor servizi, le classi meno abbienti. Si è quindi ridotto in maniera notevole un canale redistributivo».

Non è il caso, però, secondo Arrigo, di tornare a tassare la prima casa tout court, «perché il fatto che una persona sia proprietaria dell’immobile in cui abita non è certamente una cosa da penalizzare. Tuttavia, non è nemmeno equo esentare tutte le prime case indipendentemente dalle dimensioni e dalla numerosità delle famiglie che vi abitano». La soluzione quindi è un’Ici «modulata sui carichi famigliari, in modo che si possa tenere conto dei bisogni abitativi delle famiglie. La cosa migliore potrebbe essere esentare una parte dell’immobile, in termini di metri o vani catastali proporzionali ai membri della famiglia. Tanto per fare un esempio, una famiglia di quattro persone sarebbe esente per quattro vani catastali, mentre pagherebbe quelli residuali. Un single, invece, sarebbe esente per un solo vano e pagherebbe per tutti gli altri».


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COMMENTI
17/10/2011 - Basta spezzettino di detrazioni! (GIUSEPPE LINO)

Io non capisco perchè ci si debba lambiccare il cervello per inventare detrazioni complesse anche da verificare. Per una fiscalità equa per la famiglia è sufficiente introdurre un QUOZIENTE FAMILIARE serio come in Francia: Reddito famigliare / numero di componenti (2 per genitori,+0,5 per i primi due figli, * 1 per ogni figlio o famigliare a carico in più; +0,5 se con handicap)

 
14/10/2011 - E l'Irpef comunale? (Mariano Belli)

E l'Irpef comunale ve la siete dimenticata? A che serve se non per i servizi pubblici locali? E in genere ammonta almeno all'Ici che si pagava prima....ed è più equa perchè la paga anche chi sta in affitto (che mica è detto sia più povero di un proprietario, anzi...). Insomma, si raddoppiano le tasse ai danni dei soliti, perchè chi lavora in nero e sta pure in affitto, paga zero e i servizi glieli pagano i vicini.....Ma come si fa a tassare la casa dove si vive, manca solo che ci tassano l'aria che respiriamo!!!