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IL CASO/ Quel "Big Bang" che può far crescere l’Italia a costo zero

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Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)  Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Una malattia, quindi, comune, aggravata in Italia da un riparto di competenze tra centro e periferia piuttosto caotico a ragione della frettolosa riforma del Titolo V della Costituzione. Il “capitalismo municipale” è, al tempo stesso, vittima e imputato del pullulare di regolazione spesso contraddittoria tra centro e periferia. I dati salienti per l’Italia sono i seguenti: numero di aziende, 369; contributo al Pil nazionale dall’1% al 6% (a seconda della ragione); addetti, 200.000 unità. In Francia le dimensioni sono analoghe. Oltralpe, inoltre, non ci sono le persistenti differenze nei costi del personale e della redditività fra le varia macro-aree (Sud, Centro e Nord) che, secondo analisi recenti della Fondazione Eni Enrico Mattei e dell’Università La Sapienza, caratterizzano l’Italia. Infine, i nuclei francesi a basso reddito erogano per acqua, elettricità e riscaldamento lo 0,075% della spesa familiare - un po’ più dello 0,059% di quelle italiane nella stessa fascia sociale. Proprio a proposito del settore idrico è scoppiata la rivolta quando si è tentato di recepire le regole europee.

Come uscire da questo pasticcio? Il secondo Governo Prodi tentò con le “lenzuolate”. Pierluigi Bersani probabilmente non sa che questo è il metodo seguito dalla Margaret Thatcher e mirabilmente descritto in un libro di Paul Pierson. Tuttavia, ciò che funziona in Gran Bretagna non è necessariamente adatto a un’Italia dove le corporazioni sono molto più radicate. Le lenzuolate hanno reso ben poco.

A mio avviso sono indispensabili due misure: a) una norma costituzionale in base alla quale tutte le leggi, tutti i regolamenti, tutte le circolari sono a termine e dopo un certo numero di anni devono essere riapprovate secondo le procedure con cui sono state varate (non tramite un decreto mille proroghe o simili); b) un “Bing Bang” per far sì che i gruppi di interesse si elidano a vicenda. Se questo proposte non sono buone, se ne facciano altre. I costi e i freni sono tali che non si può eludere il problema.

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COMMENTI
17/10/2011 - rendite di posizione (Maurizio Brivio)

tutti parlano di queste rendite di posizione, ma c'è un benedetto uomo che può dire di cosa si tratta?