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Economia e Finanza

BORSE/ La Francia nell’occhio del ciclone (il punto alla chiusura)

Quella di oggi è stata una delle sedute più contrastate per i mercati europei. La chiusura è stata positiva dello 0,28% per Milano e Francoforte, mentre Parigi ha terminato in rosso

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Quella di oggi è stata una delle sedute più contrastate per i mercati europei. La chiusura è stata positiva dello 0,28% per piazza Affari e per appena per lo 0,1% per il Dax di Francoforte. Nell’occhio del ciclone questa volta è il Cac 40 francese che cede appena lo 0,89%, ma intorno a cui c’è la Francia e la sue banche al centro dell’attenzione. Di nuovo in mattinata, è riemersa una voce, che a fasi alterne ritorna: quella relativa a un’attenzione dell’agenzia di rating Moody’s per il debito sovrano francese e quindi a un possibile declassamento, a cui seguirebbe poi un declassamento fisiologico di banche e industrie, come è già avvenuto per l’Italia.

In questo momento sembra che si stia meglio dall’altra parte dell’Atlantico, a Wall Street, dove, seppur di poco, sono in territorio positivo sia il Nasdaq che il Dow Jones. Ma la seduta per gli americani è ancora lunga e c’è attesa per una nuova comunicazione che deve fare il presidente della Fed, Ben Bernanke. Intanto sono arrivati i conti trimestrali di due grandi banche, Goldman Sachs e Bofa. La prima ha subito pesanti perdite, ma il suo titolo in questo momento è in rialzo. Ben oltre le aspettative invece Bank of America che sfiora un rialzo di quasi il 6%.

Ma è l’Europa in questo momento sotto una cappa di incertezza e pure di confusione. Lo dimostra  lo spread tra Bund e Bpt, risalito oltre i 380 punti e lo dimostra ancora di più lo spread tra il Bund e i titoli di Stato francesi, che ha battuto il record da quando esiste l’euro: 101 punti, mentre solitamente staziona sui 70 punti.

Qui si apre il discorso sui mali dell’Europa, che rinvia le decisioni, che ribadisce, come hanno fatto ieri il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble e lo stesso cancelliere Angela Merkel, che domenica 23 non ci sarà alcuna decisione definitiva sugli interventi operativi per l’Eurozona. Quindi restano aperti ancora il problema della ricapitalizzazione delle banche, la consistenza reale dell’allargamento del cosiddetto Fondo Salva-Stati e, sullo sfondo di tutto, il destino della Grecia.

In questi giorni, la Grecia è sconvolta dagli scioperi e il governo di Atene sta vivendo uno dei periodi peggiori della storia nazionale. Si sa che le banche francesi e tedesche hanno il portafoglio pieno di titoli greci e che quindi una moratoria, un “default pilotato”, comunque un rientro da questa esposizione sarà lungo e problematico. È questa la ragione vera per cui si devono ricapitalizzare le banche europee e rivedere poi anche i loro ratios patrimoniali. Dopo la “gelata”, arrivata ieri da Berlino, non si sa ancora esattamente quale sarà la soluzione. Una settimana quindi contrastata, in attesa di un meeting europeo incertissimo e di un G-20 del 3 novembre che  sarà problematico.

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