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RAPPORTO CARITAS/ L'esperto: Italia sempre più povera se non aiuta le famiglie

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Sempre nel Rapporto 2011 su povertà ed esclusione sociale in Italia, si parla del diritto al lavoro negato e, spiega Marseguerra, «si menziona in particolare un fatto che tutti ormai conosciamo: il lavoro è particolarmente difficile per i giovani, con tassi di disoccupazione micidiali, e per le donne. La chiave interpretativa di questi dati si può ritrovare nel prevalere della logica emergenziale, secondo cui  si erogano contributi economici ma non si attivano servizi. Questo non incentiva l’uscita dal disagio, e il documento giustamente dice che così “si rischia di rendere cronico il problema”. C’è anche un riferimento che secondo me è molto significativo, cioè che la solidarietà è molto importante, ma questa deve sempre andare insieme alla sussidiarietà e come dice anche la Caritas, senza questa “scade nell’assistenzialismo che umilia il portatore di bisogno”. Bisogna quindi mettere queste persone in condizione di uscire dal disagio e da questo punto di vista è necessario un salto culturale».

Un altro elemento che non sfugge all’occhio attento del professore è la differenza tra le Regioni: «C’è un forte divario di spesa pro capite: le Regioni a statuto speciale e le provincie autonome hanno una maggiore capacità di spesa in riferimento alla povertà e al disagio economico. Guardando anche quelle a statuto ordinario, quelle del Centro-Nord sostengono una spesa sociale complessiva pro capite più che doppia rispetto al Sud, quindi abbiamo dei divari economici e sociali che nel Rapporto emergono in maniera straordinaria e che inducono a riflettere».

Nella seconda parte del rapporto ci sono invece dati che fanno riferimento più precisamente all’attività della Caritas che, secondo il professor Marseguerra, «fa un lavoro straordinario di aiuto nei confronti delle persone in difficoltà. Il dato che mi ha colpito è che è molto aumentato, quasi del 20% in quattro anni, il numero di persone che si presentano al centro di ascolto, e in particolare sono aumentati di molto gli italiani, circa del 42%. Quindi prima erano più che altro gli immigrati a rivolgersi ai servizi Caritas, che comunque rappresentano ancora oggi la maggioranza, ma gli italiani sono in notevole aumento, e questo è un dato che fa certamente riflettere».

 

(Claudio Perlini)



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