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DECRETO SVILUPPO/ La bozza: basta certificati cartacei, sostegno alle imprese

Circolano in rete le indiscrezioni sulla bozza dell'atteso decreto per lo sviluppo a cura del governo. Fra le altre cose si annuncia l'abolizione di ogni genere di certificato cartaceo

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Circolano le prime indiscreazioni sulla bozza del decreto sviluppo che il governo sta mettendo a punto. Proprio nelle ore precedenti Silvio Berlusconi aveva parlato di non avere fretta rispetto al decreto stesso e di volerlo mettere ai voti solo quando ne fosse stato del tutto convinto. E stamane era arrivato un allarme da parte di Confindustria e delle imprese dove si chiedeva invece la massima urgenza per intervenire con mosse credibili per battere la crisi economica. La bozza del decreto si presenta con un taglio netto a ogni genere di certificato cartaceo: saranno messi tutti online, pagelle scolastiche comprese, a partire dal 2013. Un taglio di costi, quello che ne consegue, giudicato di larga misura. Iscrizioni, pagamenti tasse scolastiche: tutto scaricabarile dalla Rete. Anche i certificati per figli malati verranno dispensati solo online. Passando ad altre misure previste dal decreto, si parla di garanzie statali per i mutui alle coppie precarie. Si tratta di una garanzia di Stato per giovani coppie di sposi senza contratto di lavoro a tempo indeterminato per avvio di mutuo prima casa. Si passa poi alla ricostruzione per zone colpite da calamità: si prevede una polizza, una copertura assicurativa obbligatoria "del rischio calamità naturali nelle nuove polizze che garantiscono i fabbricati privati destinati ad uso abitativo contro l’incendio". Ed ecco il capitolo imprese, assai problematico. Il governo nel suo decreto intende affrontarlo dando più sostegno alla ricerca delle imprese in rete e a quella effettuata da imprese ed enti di ricerca insieme. Viene dunque rivisto il meccanismo di destinazione del fondo rotativo di sostegno alle imprese e agli investimenti di ricerca. Oggi è in vigore una legge che dice che i fondi non utilizzati entro il 31 dicembre di ogni anno siano destinati ai finanziamenti di imprese, dando precedenza alle piccole e medie aziende. Con il nuovo decreto, rimanendo le priorità per le Pmi, i fondi in questione verranno invece destinati "allo sviluppo della ricerca, dell'innovazione e della collaborazione in rete tra imprese e tra queste e gli enti di ricerca". Il decreto prevede ancora incentivi fiscali per le infrastrutture: piani o programmi approvati dalle amministrazioni pubbliche potranno dedurre dal reddito di impresa "l'equivalente degli aumenti di capitale destinati ad investimenti infrastrutturali".