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FINANZA/ Dagli Usa una ricetta che porta l’Italia al disastro

Joseph Stiglitz (Foto Ansa) Joseph Stiglitz (Foto Ansa)

Ma quale feticismo del deficit? Che cosa lasciamo poi ai nostri figli con un alto indebitamento? Mi sembra proprio il riassunto di una serie di manovre neo-keynesiane che, alla prova dei fatti, non portano da nessuna parte. Gli Stati Uniti stanno già operando manovre di stampo keynesiano, con un disavanzo che è al 9% del Pil e contemporaneamente con una disoccupazione che, da lungo tempo, è precipitata a livelli di allarme: il 9,1%. Ora, malgrado tutte queste manovre, che Stiglitz ritiene addirittura insufficienti, non mi sembra proprio che gli Stati Uniti stiano crescendo. Anzi, mi sembra che la situazione sia di stagnazione e quindi di preoccupazione diffusa.

 

Il premio Nobel per l’economia sostiene che per salvare l’euro occorre rafforzare il Fondo salva- Stati e lanciare obbligazioni garantite da tutta l’Eurozona. Cosa ne pensa?

 

Il Fondo salva-Stati, almeno come lo vedo io, non può diventare un fondo assistenziale. Io vedo questo Fondo, che è importante, come una sorta di cooperativa, a cui tutti gli Stati partecipano cercando innanzitutto di mettere a posto i loro conti. Quindi lo vedo come un Fondo che ha l’obiettivo di avviare i Paesi alla soluzione dei loro problemi. Quanto alle obbligazioni, credo che Stiglitz si riferisca agli Eurobond.

 

E cosa pensa di questo strumento la cui adozione è stata richiesta da diversi economisti?

 

So che la proposta è stata lanciata anche da economisti italiani e quindi non voglio giudicarla sbrigativamente. Ma penso che gli Eurobond non si faranno mai. Sono scettico al proposito. Per realizzarli bisognerebbe cambiare la Costituzione, l’Europa dovrebbe diventare una federazione, fatto che non mi convince affatto, perché io tengo alle scelte autonome dell’Italia, soprattutto di fronte a un asse di fatto franco-tedesco che ci metterebbe in un ruolo secondario all’interno dell’Europa. La proposta stessa di garantire gli Eurobond con le riserve auree italiane non mi piace. Preferisco che quelle riserve restino dove sono. Per i nostri figli.

 

(Gianluigi Da Rold)

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COMMENTI
19/10/2011 - fortepensiero (francesco taddei)

Penso che l'ultima risposta dovrebbe essere condivisa da tutto l'arco costituzionale. ampia libertà d'autonomia nelle scelte interne, comuni linee guida in politica estera e cassa comune come stimolo agli stati. così nei fatti si muove la gran bretagna. al contrario noi italiani se c'è qualcuno che decide per noi siamo i più felici.