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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ E ora anche la Germania ha paura di fallire...

Angela Merkel (Foto Ansa)Angela Merkel (Foto Ansa)

E Parigi ora trema davvero. E con buona ragione. Moody’s ha infatti minacciato di mettere il rating a tripla A della Francia in outlook negativo. In pratica, Parigi, fra tre mesi, rischia di vedersi tagliato il suo giudizio di eccellenza, se il piano di salvataggio europeo per le banche e i paesi membri in difficoltà dovesse avere costi troppo alti. L’avvertimento arriva a ridosso del vertice europeo di domenica, in cui si discuterà proprio di questo. Moody’s terrà anche in considerazione gli sforzi della Francia per tenere sotto controllo i suoi conti e aiutare il sistema bancario. Secondo l’agenzia di rating, Parigi in questa fase ha meno spazio di manovra che nel 2008 per riequilibrare e cambiare il suo bilancio: «La Francia nei prossimi mesi dovrà affrontare difficili sfide ed esporsi per aiutare i partner europei in difficoltà. Per evitare un downgrade dovrà continuare a implementare le necessarie riforme economiche e di bilancio. Inoltre, il governo francese dovrà mostrare visibili progressi nel raggiungere gli obiettivi di sostenibilità che sui è data». Come diciamo da settimane, insomma, la Germania è pronta e volenterosa di scaricare i costi della crisi sulla Francia: alla faccia del direttorio! E il rischio enorme sta tutto nel vertice di domenica e nella volontà di Berlino di dare seguito alla più volte citata “opzione Allianz” per ampliare il fondo Efsf, ovvero ottenere un effetto leva sulla disponibilità massima dello stesso fino a 2-3 triliardi di euro per utilizzarlo come assicurazione “first loss” sulle obbligazioni dei paesi periferici: se passerà, si rischia un reazione brutale dei mercati.

Prepariamoci, quindi, cari amici, visto che il quotidiano britannico The Guardian si spingeva ieri a sostenere che la cancelliera Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy avrebbero concordato un massiccio aumento della “potenza di fuoco” del fondo europeo salva Stati, quell’Efsf che, tramite il ricorso alla leva finanziaria, vedrebbe moltiplicarsi di quasi cinque volte la sua capacità di intervento, passando da una dotazione di 440 miliardi di euro si potenzierebbe a oltre 2 miliardi teorici. Ma su altre testate circolano altre versioni e cifre in merito alla stessa vicenda: come al solito, la parola d’ordine europea è chiarezza!

Ad esempio, stando al Financial Times Deutschland, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, sarebbe d’accordo a utilizzare la leva finanziaria sull’Efsf, ma solo per potenziarlo fino a 1.000 miliardi di euro teorici: un’apertura che comunque, se confermata, segnerebbe un cambiamento di linea rispetto a quella finora tenuta dallo stesso Schauble sulla questione; peccato che si sostanzierebbe nella non copertura per Spagna e Italia (ovvero nell’assenza di fondi per l’anticipo di rischio pari al 20% per gli investitori che vogliano comprare nuovi Btp e o Bonos) rispetto alle emissioni obbligazionarie per tutto il 2012, quindi un anno senza scudo di Bce e nemmeno dell’Efsf come assicurazione a garanzia. Auguroni! Ma stavolta l’asse franco-tedesco rischia di ritrovarsi come il topo nella trappola.