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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ E ora anche la Germania ha paura di fallire...

Angela Merkel (Foto Ansa)Angela Merkel (Foto Ansa)

Il professor Ansgar Belke, del Diw Institute di Berlino, ha infatti dichiarato che «ogni utilizzo della leva per il fondo Efsf potrebbe essere “velenoso” per il rating AAA della Francia e potrebbe dar vita a una catena incontrollabile di eventi. Sarebbe controproducente rispetto a tutti gli sforzi fin qui fatti per stabilizzare la crisi del debito europeo, tutti basati sullo status tripla A di un numero sufficiente di economie forti. In extremis, potrebbe causare la rottura dell’Eurozona stessa». E la Francia, minacce di Moody’s a parte, è già oggi estremamente vulnerabile, visto che può vantare i peggiori debiti di budget e deficit primario degli stati con rating AAA (ovviamente si può obiettare che la Gran Bretagna stia peggio, peccato che Londra abbia una moneta e una banca centrale sovrane). Sempre il professor Belke fa notare come «Bnp Paribas, Societe Generale e Credit Agricole potrebbero aver bisogno a breve di 20 miliardi di capitale fresco, con un effetto deprimente per lo Stato. L’attuale ratio debito/Pil del 82%, è destinata a salire facilmente e rapidamente al 90% se la crisi non verrà frenata».

E subito dopo la minaccia di Moody’s di declassare la tripla A sul rischio sovrano della Francia, è salita ai massimi anche la pressione sui buoni del Tesoro francese: gli Oat decennali di Parigi erano scambiati sul mercato secondario al 3,13%, con lo spread sul Bund a 110 punti base, su livelli record dall’introduzione dell’euro. Ma se Parigi piange, Berlino rischia di non ridere e, anzi, di scottarsi parecchio le dita giocando, come sta facendo, con il fuoco. Per Thorsten Polleit di Barclays Capital, «i pesi derivanti dai salvataggi che il governo tedesco deve sostenere, potrebbero portare a un drastico deterioramento del debito e alla messa in discussione del rating AAA». Insomma, l’azzardo di operare a leva sull’Efsf è un’arma a doppio taglio: se da un lato scaricherebbe sui contribuenti europei i costi dei tagli obbligazionario dei bonds detenuti da banche, fondi pensione e assicurazioni, dall’altro farebbe volare via il rating AAA di Francia e Germania, principali contributori in sede Ue. A oggi, infatti, l’Efsf è un creditore privilegiato. Quindi, tutti i soggetti poc’anzi elencati che hanno acquistato debito greco in buona fede, dovranno subire le perdite. Solo una volta che queste saranno ridotte a zero con un haircut al 100%, il debito dell’Efsf comincia a essere svalutato, la cosiddetta “last loss”.

Allianz, invece, vuole ribaltare l’impostazione, facendo in modo che sia il fondo salva-Stati a prendere il primo colpo, ovvero a pagare per primo. Che rating avrebbe l’Efsf se davvero si darà vita a questa follia? BBB? Forse CCC? Ma, soprattutto, qualche particolare di non secondaria importanza. Primo, gli stanziamenti dell’Efsf non sono in cash ma in garanzie, quindi non avranno la potenza di fuoco degli acquisti diretti della Bce. Inoltre, la soluzione “Allianz” permette agli investitori lo switch da bond rischiosi a obbligazioni nuove e parzialmente garantite, ma non fa nulla per il rischio di solvibilità sottostante.