BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MANOVRE/ Ecco i due "partiti" che si giocano il controllo di Confindustria

Pubblicazione:giovedì 20 ottobre 2011

Emma Marcegaglia e Sergio Marchionne (Foto Imagoeconomica) Emma Marcegaglia e Sergio Marchionne (Foto Imagoeconomica)

Sembra di assistere alle prove generali di una battaglia campale, invece è, in fondo, solo la presidenza di Confindustria che, paragonata alla situazione economica, globale e italiana, non è proprio la “madre di tutte le battaglie”. Eppure in questi giorni c’è stato un autentico “uno-due” tra il commentatore finanziario “principe” de Il Corriere della Sera, Francesco Giavazzi, e la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Giavazzi sostiene che “Marchionne, con l’uscita di Fiat da Confindustria, ha fatto di più del governo” in questo momento. L’attacco di Giavazzi è verso una politica di relazioni industriali che relegano Confindustria nella vecchia Italia corporativa e legata a schemi superati. Emma Marcegaglia difende non solo il suo mandato, ma anche la funzione stessa dell’associazione. A osservare questo scambio tra Giavazzi, con un fondo di martedì 18, e la lettera di risposta di Emma Marcegaglia, uscita ieri, c’è Stefano Cingolani, giornalista e attento osservatore di questioni economiche.

 

Che ne pensa di questo scambio, in fondo poco cortese, tra Giavazzi e Marcegaglia?

 

La sensazione che danno il fondo di Giavazzi e la riposta di Emma Marcegaglia è che fotografino la tensione che c’è in Confindustria. Una tensione molto forte anche in vista della successione a Emma Marcegaglia e della nomina del nuovo vertice. Sembra quasi la contrapposizione tra due “partiti”, diciamo per comodità. C’è da un lato il cosiddetto “partito Fiat” e dall’altro quello del campione dell’emergente “quarto capitalismo”. Da un lato Alberto Bombassei e dall’altro Giorgio Squinzi. In questi giorni, Bombassei ha già fatto delle dichiarazioni che puntano su un ripensamento dei rapporti tra Confindustria e Fiat. In sostanza, Bombassei vuole riportare la Fiat in Confindustria e questo ritorno viene posto come uno degli obiettivi principali, quasi per ricucire uno strappo che non può essere sopportato, perché, nel bene o nel male, la Fiat ha sempre un grande peso in questo Paese.

 

Quando Sergio Marchionne ha fatto lo “strappo” si diceva che la Fiat volesse non tanto abbandonare Confindustria, ma l’Italia. Forse, in un primo momento, abbiamo preso tutti un abbaglio.

 

Direi che è un’analisi e un’autocritica giusta. Ci stava l’ipotesi di un abbandono della Fiat, di un’uscita dal Paese, oltre che dal sistema-Paese. Ma nel giro di pochi giorni si è compreso che la mossa di Marchionne era prevalentemente tattica. Lo si è compreso proprio dalla candidatura di Bombassei. Il disegno di Marchionne è quello di portare Confindustria sulle sue posizioni, o quanto meno di tenere presente che un’impresa come la Fiat, in questa nuova situazione di mercato, non può essere condizionata da posizioni di concertazione come è nella tradizione di Confindustria e dei sindacati.

 

Emma Marcegaglia ha risposto a Giavazzi in modo molto duro.


  PAG. SUCC. >