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Economia e Finanza

BANKITALIA/ Tasse, lavoro e pensioni: alcune "idee" di Ignazio Visco

Ignazio Visco (Foto Imagoeconomica)Ignazio Visco (Foto Imagoeconomica)

Sarebbe comunque errato pensare che Visco sia critico su un’ulteriore liberalizzazione del mercato e dei contratti di lavoro. Nelle ultime audizioni in Parlamento non c’è stata una particolare sottolineatura sulla flessibilità in uscita, ovvero sulla necessità di modificare la normativa sui licenziamenti, ad esempio. Nel testo consegnato alle Camere il 30 agosto scorso, in cui si analizzava la manovra del governo, si legge che “l’articolo 8 del decreto persegue la finalità condivisibile di rafforzare la contrattazione aziendale e territoriale”. Però, “la contrattazione non può tuttavia sostituirsi a un’adeguata disciplina normativa”. Inoltre, ha rimarcato Visco, occorre “una riforma sistematica degli ammortizzatori sociali” con un “istituto assicurativo contro la disoccupazione” e “uno strumento di sostegno all’occupazione nelle fasi sfavorevoli del ciclo, come l’attuale Cig ordinaria”.

Ciò detto, non mancano comunque nei testi, nelle analisi e negli interventi istituzionali più recenti di Visco auspici affinché l’Italia non receda dalle liberalizzazioni, in particolare dei servizi pubblici locali. Ma rispetto a riferimenti assenti alla necessità di privatizzazioni radicali del patrimonio mobiliare e immobiliare dello Stato, c’è un’enfasi particolare sul ruolo degli investimenti pubblico-privati necessari a dotare l’Italia di infrastrutture indispensabili per la crescita dell’economia. Così come sono ben presenti consigli per riforme strutturali sul fronte della spesa, tra cui quelli della spesa pubblica, a partire dalla previdenza: “Si potrebbe prevedere - ha detto nell’audizione al Senato del 30 agosto - un ulteriore graduale aumento delle quote per l’accesso alla pensione di anzianità. E si potrebbe anticipare l’incremento dell’età di pensionamento per vecchiaia delle lavoratrici del settore privato da 60 a 65 anni”.

La passione per il rigore e le riforme ha indotto Visco a invocare da tempo un ricorso alla spending review (processi sistematici di revisione delle uscite) per poter poi tagliare in maniera mirata la spesa pubblica. Con un occhio particolare all’efficienza: “Per ottimizzare l’allocazione delle risorse è necessario rafforzare l’utilizzo degli indicatori di efficienza delle diverse strutture pubbliche (uffici, scuole, ospedali, tribunali)”, ha ripetuto più volte.