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BANKITALIA/ Tasse, lavoro e pensioni: alcune "idee" di Ignazio Visco

Ignazio Visco (Foto Imagoeconomica) Ignazio Visco (Foto Imagoeconomica)

Rigore, riforme e nessun volo pindarico su tagli robusti alla pressione fiscale, viste le condizioni di finanza pubblica dell’Italia, si rintracciano spesso nei suoi scritti sulle entrate tributarie. Certo, è auspicato uno spostamento della tassazione privilegiando il lavoro e le imprese, magari a scapito dell’imposizione sui consumi. Ma ha anche indicato, a fine agosto, che ci sono margini per nuovi incassi tributari: “Va riesaminato il peso del prelievo sulla ricchezza immobiliare”. Secondo Visco, “l’Italia è caratterizzata da un’imposizione sulla proprietà immobiliare relativamente bassa. Sulla base dei dati dell’Ocse, in Italia il prelievo è stato in media pari a circa l’1,5% del Pil l’anno tra il 2000 e il 2008; in Francia gli incassi si sono attestati sul 2% del Pil l’anno, mentre nel Regno Unito e in Spagna hanno rispettivamente superato e quasi raggiunto il 3% del prodotto. L’Italia è l’unico Paese ad aver abolito l’imposta sul possesso dell’abitazione principale”.

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