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CRISI ECONOMICA/ Il documento del Vaticano: "Liberismo economico senza regole"

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Un documento del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace relativo alla crisi economica che colpisce il mondo occidentale. Il Vaticano propone una sua disanima della situazione e suggerisce un modo per affrontarla. Necessario, secondo il documento, uno scatto di solidarietà e di globalizzazione contro i vecchi egoismi nazionali e di classe. Il documento, che si intitola “Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale”, affronta la situazione - situazione presa in esame proprio in questi giorni dalle leadership di molte nazioni - e cioè quella relativa alla crisi del debito sovrano. Per il Vaticano in questa crisi abbandonarsi a deteriori forme di nazionalismo, come pure succede, è surreale e anacronistico. Il problema sarebbe infatti che alcune nazioni pensano di conseguire in modo autarchico il bene dei propri cittadini. Non ci si può salvare, invece, sottolinea il documento, se non insieme. Per il Vaticano è addirittura necessario dare vita a una forma di autorità mondiale unica che possa affrontare con i mezzi del consenso e della sussidiarietà "problemi e sfide che hanno ormai dimensioni planetarie". L'idea di questa autorità mondiale, spiega il documento, fu proposta per primo addirittura da Giovanni XXIII nell'enciclica "Pacem in terris" e ripresa poi da Benedetto XVI nella "Caritas in veritate". Di chi è in maggior parte la colpa della crisi che dura ormai da anni? Il documento lo dice in modo preciso: essa è figlia di un liberismo economico senza regole e senza controlli che è diventato ideologia fine a se stessa. La globalizzazione invece ha portato molti benefici, ma tutt'oggi troppe sono le forme di ineguaglianza, di ingiustizia con un clima di ostilità e violenza che porterà a un solo risultato: “minare le stesse basi delle istituzioni democratiche, anche di quelle ritenute più solide”. Il documento vaticano critica anche la gestione fino ad oggi tenuta da organizzazioni come il G7 e il G20, che hanno deciso tra eguali senza autorità super partes: la cosa non avrebbe funzionato e messo in un angolo i Paesi più poveri. Il documento spiega poi nel dettaglio come dovrebbe funzionare questa autorità mondiale e quali decisioni dovrebbe prendere, ad esempio con la fondazione di una Banca centrale mondiale che “regoli il flusso e il sistema degli scambi monetari, alla stregua delle Banche centrali nazionali”. 


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