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J'ACCUSE/ Pelanda: l'Ue (e la Germania) vogliono affossare l’Italia

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Silvio Berlusconi e Angela Merkel (Foto Ansa)  Silvio Berlusconi e Angela Merkel (Foto Ansa)

Il rischio Italia, cioè quello di insolvenza del nostro debito, non dipende solo dal disordine politico nostrano, ma anche dalla posizione tedesca che lo amplifica invece di contribuire a contenerlo. Va detto con chiarezza anche per spiegare l’inutile e irrazionale caos visibile nell’euronegoziato in corso a Bruxelles. La difficoltà di prendere eurodecisioni che creino fiducia nel mercato dipende dalle posizioni irrazionali della Germania. Nei confronti della Grecia ha tenuto una posizione “prima punisci e poi salva”, poi diventata “punire e salvare allo stesso tempo”, degenerata in quella ambigua ora in discussione “un po’ ti punisco, un po’ ti salvo”. Ciò ha dato al mercato due messaggi devastanti: (a) l’Europa germanizzata non garantirà i debiti europei, pur questi nella stessa moneta; (b) le nazioni più a rischio devono perseguire l’ordine finanziario via restrizioni, anche se comportano l’impoverimento di massa. Questo è il motivo principale per cui il mercato teme l’insolvenza dell’Italia nonostante la sua capacità tecnica di reggere il debito.

Prove? I dubbi sul debito italiano cominciarono esattamente quando la Germania segnalò che rifiutava il salvataggio totale della Grecia, cioè che il suo debito non sarebbe stato ripagato al 100%. E diventarono più marcati quando venne imposta all’Italia un’agenda di rigore (pareggio di bilancio entro il 2013) con tempi tali da comprometterne la crescita del Pil per deflazione eccessiva dell’economia interna. Il mercato, vedendo la mancanza di garanzie europee e un destino di stagnazione endemica per l’economia italiana, ne ha declassato l’affidabilità.

Ovviamente, l’Italia ha le sue colpe, in particolare la lentezza del governo nell’avviare politiche forti di riduzione del debito e di rilancio della crescita. Ma bisogna mettere in luce anche l’altro lato: la Germania ha imposto all’Italia di fare una cosa che eccede le sue capacità, per giunta inutile. Non vedo, infatti, perché l’Italia non potrebbe raggiungere il pareggio di bilancio nel 2016 (come la Germania) invece che nel 2013, avendo più tempo per bilanciare rigore e sviluppo. La risposta è che senza pressione l’Italia non si riordina. Non è falso. Ma con questa pressione l’Italia dovrà impoverire la propria gente, senza necessità.


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COMMENTI
24/10/2011 - L'Italia vista da nord... (federico amietta)

D'accordo sull'indecisione tedesca e sull'altalena degli atteggiamenti sul debito greco. Ma proprio il realismo tedesco fa pensare alla sig.ra Merkel che il fondo salva-stati sia un modo eurocoerente di suddividere meglio il costo del ripianamento: l'alternativa è probabilmente poco accettabile per la Germania, perchè sancirebbe il principio "problema tuo ma oneri miei". Penso che pretendere una specie di buonismo senza ritorni dalla RFT sia un po' velleitario. In ogni caso il costo per l'Italia è soprattutto politico, perchè far parte di un club seguendo regole proprie e diverse è un po' difficile....

 
24/10/2011 - dignità (francesco scifo)

La Germania ha spostato l'asse dei suoi interessi verso est e vorrebbe giocare con l'Italia come faceva l'Austria di risorgimentale memoria. La Francia vorrebbe compensare la crescente solitudine europea in cui in cui precipiterà inesorabilmente nel prossimo futuro, per l'atteggiamento tedesco, con un tentativo di espansione verso il mediterraneo, anche di tipo militare. In questo contesto il primo passo sarebbe ricordare che noi siamo tra i membri fondatori della UE ed abbiamo pari dignità della Germania e la popolazione della Francia: non possono trattarci come la piccola e volenterosa Grecia e neppure come Spagna o Portogallo, che sono entrati in una costruzione che abbiamo edificato noi. Un sussulto di dignità si chiede a questo Governo: adotti pure le misure economiche che reputa necessarie ma prima chieda scuse formali, reclamando pari dignità in ambito UE: diversamente, sarà il caso di ripensare al fatto che nella UE si decide all'unanimità e di fare pesare il nostro voto anche in chiave ostruzionistica.

 
24/10/2011 - aiutati che il ciel t'aiuta (francesco taddei)

La realtà ritorna in modo potente. Nel mondo (e in europa) comanda chi è forte. I confini e le identità nazionali (grazie a dio) esistono ancora. E chi lotta e fa sacrifici non vuole pagare il conto di chi non lo fa. Guardiamoci fra noi e mettiamoci in cammino per migliorarci, invece di lagnarci per le giuste recriminazioni degli altri.