BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FIAT/ Il Lingotto lascia l’Anfia. La presidenza va alla Pirelli

Pubblicazione:martedì 25 ottobre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

E’ tempo per Fiat di un altro addio. Dopo Confidustria, la casa automobilistica ha deciso di lasciare anche l'Anfia, l’Associazione nazionale fra le imprese automobilistiche. Si tratta dell’associazione di categoria che riunisce la filiera nazionale dell’auto aderente al sindacato degli industriali. Nel dare l’annuncio, Marchionne ha fatto sapere che l’azienda dal lui guidata intende agire, e sta agendo, in maniera autonoma e proattiva; e che, per divenire maggiormente efficiente, ha bisogno di liberarsi dai vincoli imposti dalla nostra economia. La scelta da uscire dall’Anfia, ha sottolineato, è motivata dalle stesse ragioni che hanno portato a uscire dal sindacato capeggiato dalla Marcegaglia. «La Fiat – ha spiegato - è impegnata nella costituzione di un grande gruppo internazionale e non può permettersi di operare in Italia in un quadro di incertezze e con condizioni troppo diverse da quelle che esistono in tutto il resto del mondo». Un bel problema, per la l’associazione, dal momento che il Lingotto deteneva una quota associativa pari a circa il 63 per cento. L’aziende, di cui fanno parte imprese che producono pneumatici, camper, rimorchi, componentistica e carrozzieri, si trova, quindi, adesso, con degli associati rappresentanti aziende medie o medio piccole.  E sprovvista di aziende di grandi dimensioni. L’unica di un certo rilievo è la Pirelli. Che, dal 2012, assumerà di diritto la presidenza. Oggi è stato dato l’annuncio a sorpresa, oltre che dell’uscita della Fiat, delle dimissioni dalla presidenza dei di Eugenio Razelli, a capo della Magneti Marelli, azienda orbitante nel gruppo del Lingotto. «Per statuti e regolamenti non c'erano alternative a questa scelta ma le vie del Signore sono infinite. Adesso bisogna non drammatizzare. Ci siederemo attorno ad un tavolo e valuteremo le alternative reali. Rimane un pezzo di filiera importante di componentistica e altri settori», ha dichiarato. Razelli ha fatto presente, nel corso del suo intervento, che la filiera della componentistica, tra quelle delle auto motive, è quella che in Italia ha meno risentito della crisi.


  PAG. SUCC. >