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FINANZA/ 2. Grazie a Francia e Germania l’Europa trema davvero

Angela Merkel e Nicolas Sarkozy (Foto Ansa) Angela Merkel e Nicolas Sarkozy (Foto Ansa)

Sapete qual è stata l’unica decisione ratificata dal vertice di domenica e divenuta comunicato stampa ufficiale? La solita manfrina sulla “nuova era per la Libia” - a colpi di barbari linciaggi e sharia come base della legislazione, valeva davvero la pena di spalleggiare la “primavera araba” organizzata dal Dipartimento di Stato Usa! - a nome del Gollum dell’Ue, quel Von Rampuy, nominato non si sa per quale ragione e con quale compito, mister Euro (a quando miss maglietta bagnata d’Europa?), ovvero il premier dell’Eurogruppo. Ne sentivamo davvero il bisogno, ora avanti con la nomina di una decina di megadirettori planetari e laterali in stile Fantozzi.

Adesso la scadenza è per domani e poi il G20 del 3 e 4 novembre a Cannes. Ma, scusate, il G20 non è lo stesso simposio che dieci giorni fa aveva detto chiaramente che il meeting di domenica scorsa «avrebbe dovuto dare risposte complessive alle sfide attuali attraverso un piano sostanziale»? Scusate, avete visto o sentito qualcosa, a parte le risatine da scolaretti secchioni di Sarkozy e Merkel, bravissimi nello spostare il focus e l’attenzione dalle porcate contabili fatte dai loro accoliti? Sarkozy, come certi bulli senza coraggio, si fa forte dell’amicizia con il panzer dai cingoli fuori uso (nessuno lo dice, perché si tratta di una signora e occorre essere galantuomini, ma la Merkel non conta più nulla politicamente, poiché è commissariata dal Comitato economico del Bundestag e ogni volta che dice “bè” sull’Efsf deve riferire al Parlamento e ottenere il via libera dal corrispettivo tedesco della Lega Nord, ovvero i Liberali che minacciano la tenuta della coalizione), ma solo perché in realtà se la sta facendo sotto, roba da pannolone.

Eh già, ora Parigi trema davvero. E con buona ragione. Moody’s ha infatti minacciato di mettere il rating a tripla A della Francia in outlook negativo. In pratica, Parigi, fra tre mesi, rischia di vedersi tagliato il suo giudizio di eccellenza se il piano di salvataggio europeo per le banche e i paesi membri in difficoltà dovesse avere costi troppo alti. Moody’s terrà anche in considerazione gli sforzi della Francia per tenere sotto controllo i suoi conti e aiutare il sistema bancario. Secondo l’agenzia di rating, Parigi in questa fase ha meno spazio di manovra che nel 2008 per riequilibrare e cambiare il suo bilancio: «La Francia nei prossimi mesi dovrà affrontare difficili sfide ed esporsi per aiutare i partner europei in difficoltà. Per evitare un downgrade dovrà continuare a implementare le necessarie riforme economiche e di bilancio. Inoltre, il governo francese dovrà mostrare visibili progressi nel raggiungere gli obiettivi di sostenibilità che sui è data».

Scusate, ma dobbiamo prendere lezioni da un signorino che guida un Paese simile? Il quale ha come unica preoccupazione la tutela di quel rating AAA fino alle presidenziali dell’anno prossimo, altrimenti au revoir Eliseo senza nemmeno dover fare campagna elettorale. Il professor Ansgar Belke, del Diw Institute di Berlino, ha infatti dichiarato che «ogni utilizzo della leva per il fondo Efsf potrebbe essere “velenoso” per il rating AAA della Francia e potrebbe dar vita a una catena incontrollabile di eventi. Sarebbe controproducente rispetto a tutti gli sforzi fin qui fatti per stabilizzare la crisi del debito europeo, tutti basati sullo status tripla A di un numero sufficiente di economie forti. In extremis, potrebbe causare la rottura dell’eurozona stessa». E la Francia, minacce di Moody’s a parte, è già oggi estremamente vulnerabile, visto che può vantare il peggior debito di budget e deficit primario degli Stati con rating AAA (ovviamente si può obiettare che la Gran Bretagna stia peggio, peccato che Londra abbia una moneta e una banca centrale sovrane).


COMMENTI
25/10/2011 - E' ora di mostrare un po' di sana virilità (Angelo Manara)

Ho molto apprezzato il suo articolo caro Bottarelli, perché finalmente dice quello che ormai da tempo pensiamo in molti, solo che lo dice proprio bene. X Solidarietà con Ferrara io ed alcuni colleghi ci siamo fatti alle 17:00 una bella risata all'indirizzo di Sarkozy (e Merkel). Una ventata di virilità (sana però) è quello che auguro ai nostri politici ed in primis al premier, che metta a cuccia i due scoiattoli scrocconi, sperando che abbia miglior sorte di Paperino, il quale tuttavia ha spesso ragione delle due pesti. Virilità che ovviamente va mostrata (per continuare l'analogia Disneyana) anche con le pesti di casa, Qui Quo Qua, e parenti più o meno Paperoni e/o Gastoni..... e ... chissà che è l'analogo della Banda Bassotti?

 
25/10/2011 - Da che pulpiti viene la predica ! (ARRIGO MASINELLI)

Condivido il giudizio di il giudizio di Federico Orciari e ci aggiungo prima di tutto la riforma della giustizia (vedi anche le proposte del defunto senatore Cossiga sul libro scritto dal mitico Renato Farina)e finalmente gli sgravi fiscali per le famiglie tanto promessi da tutti ma mai attuati !!! A quando la libertà di decidere quale scuola scegliere(vedi "buono scuola" o comunque lo si voglia definire ed attuare)? Facciamo finalmente stare al loro giusto posto i padroni del vapore che vogliono dare lezioni al nostro governo !

 
25/10/2011 - UDC? (J B)

Articolo sacrosanto. Lezioni dal Napoleone in sedicesimi e dalla CI (iniziali di come l'ha definita Berlusconi in una telefonata intercettata...) non sono proprio gradite. Che pensino ai loro problemi, visto se l'Italia affonda, le loro banche sono le prima a cadere. Detto questo, sperare in Bini Smaghi e l'UDC come cuscinetto... non so... in tutta franchezza, Lei cosa ci vede di Thatcheriano in questi due soggetti? A mio avviso faranno un governo tecnico con una bella patrimoniale da lacrime e sangue. Il futuro dell'Italia è, a mio avviso, riposto negli scritti e nelle idee di gente come Carlo Cattaneo e Gianfranco Miglio. Un federalismo alla Svizzera, certo, sotto la stessa bandiera con le nostre forze armate ed i Carabinieri. Per il resto, dateci libertà economica e competizione interna.

 
25/10/2011 - Bravo Bottarelli (Federico Orciari)

Condivido Bottarelli quello che ha scritto solo un dubbio e una domandina, perche' allora se abbiamo cosi' bisogno di una ventata liberista come dell'aria il governo cioe' Berlusconi non l'ha fatta? Io ho votato Berlusconi e sono ancora pronto a votarlo se mi fa veramente questa rivoluzione liberale! Se dobbiamo andarcene via e perdere le elezioni, facciamo veramente l'ultima cavalcata solitaria nella prateria del liberismo, liberalizzando il mercato del lavoro, abbassando le tasse alle imprese come in nessun altro paese d'europa (riducendo la spesa sociale), aboliamo gli ordini professionali, ridiamo in tasca ai cittadini molti dei loro soldi che spendono per tasse e balzelli statali dicendo che da domani dovrano essere loro a spendere i soldi risparmiati dal taglio dello stato sociale per assicurarsi servizi basilari(scuola, sanita' etc) aprendo al mercato e alla competizioni fra societa' di ogni genere. Facciamolo!! altrimenti saremo stati dei vigliacchi !! ciao!