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FINANZA/ Fortis: Italia sotto attacco di Francia e Germania

Pubblicazione:mercoledì 26 ottobre 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 26 ottobre 2011, 8.57

Nicolas Sarkozy, Angela Merkel e Silvio Berlusconi (Foto Ansa) Nicolas Sarkozy, Angela Merkel e Silvio Berlusconi (Foto Ansa)

Sapendo che hai tutti i riflettori puntati addosso non può non prendere decisioni rapide e importanti. Visto che ha già approvato la manovra finanziaria che mette al sicuro i conti pubblici, ora potrebbe mettere in campo qualche iniziativa ai fini della crescita, come quella di ridurre gli oneri contributivi non pensionistici per le imprese (che potrebbero portare a un aumento del Pil dello 0,3-0,4%), così come attivare qualche iniziativa in tema di liberalizzazioni o abbassare la soglia dei pagamenti in contanti a 500 euro per cercare di limitare l’evasione fiscale. Non mi pare che si tratti di misure così sconvolgenti da non poter essere adottate.

 

Il punto critico sembra essere rappresentato però dalle pensioni.

 

La riforma potrebbe essere fatta meglio e con costi minori rispetto agli altri paesi, avendo per primi dei risultati importanti in termini di minor debito pubblico futuro e recupero di risorse che potrebbero essere destinate ad altri scopi. Se non altro, per esempio, per aiutare i giovani e tutti coloro che sono svantaggiati da un sistema pensionistico che in fondo è stato costruito per mantenere delle caste di privilegiati che hanno smesso di lavorare anche prima di aver compiuto 50 anni.

 

Prima ha parlato di atteggiamento irresponsabile da parte dei capi di Stato di Francia e Germania. Pensa che stiano puntando apposta il dito contro l’Italia?

 

Sicuramente stanno esagerando e giostrando sulle nostre disgrazie per nascondere le loro, in particolare le condizioni delle banche che sembrano degli zombie. Se Parigi dovesse salvare le proprie, il suo rapporto debito/Pil supererebbe quello dell’Italia. La Francia, inoltre, cresce meno di noi: nel secondo trimestre del 2011 ha avuto una crescita zero del Pil, mentre per noi è stata dello 0,3%. Bisognerebbe quindi avere la necessaria autorevolezza per ribattere alle critiche infondate, perché non possiamo essere trattati come i greci. Credo che siamo arrivati a un momento topico: o il governo dimostra di essere in grado di prendere decisioni importanti, al limite rischiando di essere abbandonato dalla propria maggioranza, ma almeno salvando la faccia, oppure si deve andare a elezioni anticipate o affidare a Napolitano il compito di prendere una decisione, magari per arrivare a un governo tecnico o di larghe intese per gestire l’emergenza.

 

Se i numeri della nostra economia non sono inferiori a quelli degli altri paesi europei, non potrebbe bastare “sbandierarli” per recuperare credibilità?


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