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FINANZA/ Fortis: Italia sotto attacco di Francia e Germania

Nicolas Sarkozy, Angela Merkel e Silvio Berlusconi (Foto Ansa) Nicolas Sarkozy, Angela Merkel e Silvio Berlusconi (Foto Ansa)

Credo che sia inutile farsi illusioni: gli investitori internazionali stanno dicendo che non abbiamo più credibilità, ma non che l’economia italiana è in condizioni pietose. Stanno dicendo che il sistema è mal governato. Occorre un cambio di passo deciso, ma dubito che entro la scadenza dettata dall’Ue arriveranno riforme così rilevanti da tacitare tutti. Il problema sono quei veti incrociati interni alla maggioranza e quelle promesse della campagna elettorale che non si possono tradire a non permettere alcuna decisione importante. Penso che gran parte dell’elettorato di centrodestra (anche al Nord) sia oggi disposta a fare sacrifici se le vengono spiegate le ragioni per cui le sono richiesti.

 

Quale sarebbe il costo per l’economia reale derivante dal perdurare di una situazione di questo tipo, senza che vengano adottate misure o riforme?

 

Quella parte di Paese che ce l’ha sempre fatta con i propri mezzi, quella delle imprese ben capitalizzate che non hanno bisogno di finanziamenti delle banche per investire e crescere e che sta trainando il nostro export, andrà avanti. Però c’è una parte di imprese un po’ meno forti che non possiamo trascurare e che ha bisogno dei finanziamenti delle banche. Una crisi dei debiti sovrani e bancari come quella stiamo vivendo, con i problemi legati alle ricapitalizzazione delle banche e ai nuovi coefficienti patrimoniali, ci sta portando a un nuovo credit crunch. Dato che abbiamo già avuto una “pelatura” di aziende marginali con lo scoppio della crisi, se ora facessimo "scremare" un’ulteriore fetta di imprese che non riescono più a finanziarsi finiremmo col fare harakiri.

 

(Lorenzo Torrisi)

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