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MARIO DRAGHI/ Il presidente Bce: "La lettera del governo è passo importante e coraggioso"

Il nuovo presidente di Bce elogia la lettera di intenti che il governo italiano ha presentato all'Unione europea. Ma raccomanda adesso che si agisca in modo veloce e concreto

Mario Draghi, foto Ansa Mario Draghi, foto Ansa

Mario Draghi, fra pochi giorni ufficialmente presidente della Banca centrale europea, commenta la lettera di intenti preparata dal governo italiano in merito alle misure da prendersi per fronteggiare la crisi, secondo quanto richiesto dall'Unione europea. Si tratta di un passo importante, ha detto l'ex governatore della Banca d'Italia, che definisce coraggiose le misure presentate nella lettera stessa. Lo ha fatto parlando alla giornata mondiale del risparmio che si tiene oggi a Roma davanti ai maggiori rappresentanti del mondo dell'economia. Nel documento del governo italiano, ha detto ancora, si trova "un piano di riforme organiche per l'economia". Adesso però è importante che questo piano venga messo in atto con rapidità e concretezza. Ha anche voluto ricordare il bisogno di tutelare le fasce più deboli della popolazione italiana che da tale piano verranno sicuramente toccate. Draghi ha poi chiesto al governo di dare rapida e piena attuazione alla manovra di settembre: ha chiesto che venga definito e realizzato in tempi rapidi il previsto programma di revisione della spesa pubblica. Il nuovo presidente della BCE si è poi detto fiducioso che le banche italiane sapranno rispondere alla nuova sfida di maggiori capitali come richiesto dall'Europa alle banche più grandi. Draghi ha voluto parlare anche di tasse e prelievo fiscale, ricordando che occorre spostare il peso delle tasse su proprietà e consumo. La composizione del prelievo fiscale, ha detto, può essere modificata trasferendone " il peso dalle imposte e dai contributi che gravano sul lavoro e sull'attività produttiva all'imposizione sulla proprietà e sul consumo". Nella lettera preparata dal governo dopo un lungo braccio di ferro con il leader della Lega Umberto Bossi, il punto fondamentale, quello sul quale la UE chiedeva maggiore incisività, è quello relativo alle pensioni. L'accordo preso tra i due leader di Pdl e Lega prevede un piano che con il tempo porti il limite dell'età pensionistica a 67 anni. Inoltre diverse misure per la crecita e lo sviluppo, con un occhio di riguardo ai contratti per i giovani in modo da favorirne l'ingresso nel mondo del lavoro.