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RISPARMIO/ L’esperto: Btp, bond e mattone, ecco come la crisi ha cambiato gli italiani

Sempre meno italiani riescono a risparmiare. E, mentre calano gli investimenti nel mattone, aumentano quelli in bond e Btp. PAOLO NEGRI ci spiega le implicazioni del trend

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Persino la nostra nomea di formiche - nel senso di risparmiatori - è messa in discussione dalla crisi. Una caratteristica che ci ha sempre distinto nettamente dagli altri Paesi europei e anglosassoni, strappataci pian piano dalla sacche delle turbolenze finanziarie. Secondo uno studio condotto da Acri (l’Associazione di Fondazioni e Casse di risparmio) e dall’Ipsos, ben il 44 per cento degli italiani ritiene che mettere dei soldi da parte sia indispensabile. Ma solo un terzo ci riesce effettivamente, il 35 per cento, per l’esattezza, un punto in meno rispetto all’anno scorso. «Mai come in questo periodo si è registrato un livello di sfiducia distribuito a 360 gradi. Normalmente, una persona quando non crede più nel futuro si lascia prendere dall’immobilità. Non accantona, e non investe», spiega a ilSussidiario.net Paolo Negri, consulente finanziario. Non solo si  risparmia di meno. Il 29 per cento degli italiani, per riuscire a tirare avanti, è costretto a intaccare quanto accumulato negli anni. «Il fatto che siano calati i risparmi - continua Negri - è incontestabile anche perché i redditi non sono aumentati e il costo della vita non è diminuito». C’è, tuttavia, uno spiraglio.  «I consumi - aggiunge -, sono calati, ma non in maniera proporzionale alla percezione della crisi né ai dati reali relativi a essa». Un elemento decisivo, dal momento che «fin quando reggono i consumi, o non diminuiscono drasticamente, l’economia reale può ancora respirare. In caso contrario si innescherebbe, come sta già, in parte accadendo, una spirale senza fine». Calano, assieme ai risparmi, gli investimenti nel mattone, non più considerato il bene rifugio per eccellenza. Un dato in controtendenza rispetto al passato che vede, invece, aumentare gli investimenti in bond e Btp. Ma che non stupisce Negri. «L’immobile - dice - non può essere considerato un bene rifugio. La riduzione degli investimenti in questo mercato  è inevitabile. Basti pensare a una città come Milano. Con un’infinità di appartamenti in vendita. Ma a prezzi inaccessibili ai più». Data la situazione, «da un parte c’è da auspicare che i prezzi calino ma, dall’altra, non con la stessa repentinità degli altri Paesi. Il dratisco calo dei prezzi, in qualunque settore, infatti, danneggia sempre l’economia».