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ALITALIA/ Ecco I due "macigni" che pesano sui conti di Colaninno e co.

Pubblicazione:giovedì 27 ottobre 2011 - Ultimo aggiornamento:giovedì 27 ottobre 2011, 9.17

Foto Ansa Foto Ansa

Il terzo trimestre risolleva i conti dell’anno, ma rimane l’incognita del quarto

I dati positivi del trimestre estivo hanno l’effetto di migliorare considerevolmente i dati acquisiti della parte trascorsa dell’anno, compensando almeno in parte un primo semestre che non era andato benissimo. Nel primo trimestre dell’anno, infatti, i passeggeri trasportati erano stati solo di pochissimo più numerosi dell’anno precedente e il load factor era risultato addirittura inferiore. Ne era derivata una perdita di quasi 90 milioni di euro, consistente anche se minore rispetto ai quasi 120 milioni dell’anno prima. Anche nel secondo trimestre il load factor è rimasto lievemente al di sotto dell’anno prima, tuttavia grazie al contenimento dei costi l’azienda è riuscita per la prima volta nel trimestre primaverile a conseguire un risultato operativo di segno positivo. Sommando ora anche il terzo trimestre, Alitalia può contare su un risultato operativo positivo per 21 milioni nei primi tre quarti del 2011 e su un risultato netto negativo di soli 25 milioni, corrispondente a un quinto dei 125 milioni dello stesso periodo del 2010. Questi dati positivi derivano dal fatto che rispetto ai primi tre trimestri del 2010 i ricavi operativi sono cresciuti di circa l’8%, i passeggeri di circa il 6% (da 17,7 a 18,8 milioni) e i costi operativi totali meno del 4%.

Come si chiuderà il 2011, date queste premesse? Bisogna in primo luogo ricordare che la stagionalità influisce negativamente sul quarto trimestre, il più debole dell’anno dopo quello invernale. I risultati dell’intero anno saranno quindi inevitabilmente peggiori rispetto a quelli dei primi tre trimestri. Abbiamo provato a fare una stima, ipotizzando un quarto trimestre 2011 identico nei risultati al quarto trimestre 2010. In tale eventualità l’anno si chiuderebbe con una perdita operativa di circa 15 milioni di euro e una perdita totale di circa 70 milioni di euro, meno della metà rispetto all’anno prima, ma un valore ancora distante dall’obiettivo del pareggio.

 

I fattori di incertezza per il futuro

Sui conti del quarto trimestre, ma ancora di più su quelli dei trimestri successivi, pesano almeno due fattori di rischio derivanti dalle dinamiche congiunturali:

1- Il primo è il prezzo del petrolio. Alitalia ha dimostrato di non aver risentito sinora del rialzo dei prezzi dei prodotti petroliferi, fattore che ha invece zavorrato i conti del suo principale azionista Air France portandolo in rosso. Non sappiamo tecnicamente come Alitalia sia riuscita a evitare questo rischio e non sappiamo pertanto se potrà farlo anche in futuro.

2- Il fattore più importante è comunque rappresentato dalla prospettiva di una nuova fase recessiva: nella migliore delle ipotesi il Pil reale non crescerà nei prossimi trimestri in Italia, nella peggiore ritornerà a diminuire. Impensabile quindi che la domanda di trasporto aereo continui a crescere ai tassi del 2010-11 e probabile invece che si ritorni a valori con segno meno. Ma in tal caso i conti non potranno che ritornare a peggiorare.

Infine, una constatazione. In questo periodo Alitalia va meglio di Air France, che ha non pochi problemi, ma non può gioirne: infatti, anche se Alitalia ha risultati migliori non può certo ambire a comprarsi Air France, mentre Air France in crisi potrebbe non essere in grado di comprarsi Alitalia se si rivelasse possibile o necessario e questo sarebbe certamente un problema.


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