BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Sapelli: così l'Italia innervosisce i poteri forti della finanza mondiale

Pubblicazione:giovedì 27 ottobre 2011 - Ultimo aggiornamento:giovedì 27 ottobre 2011, 9.04

Foto Ansa Foto Ansa

Continuo a ritenere che in una situazione di frammentazione e decomposizione di tutte le forze politiche (specie del Pdl e del Pd), andare a elezioni anticipate potrebbe rappresentare un grosso rischio, perché se dal voto non venisse fuori un governo stabile sarebbe veramente la fine. A meno che Berlusconi non faccia un passo indietro, con un nuovo predellino, lasciando alla coppia Alfano-Maroni il compito di affrontare poi le elezioni.

 

Meglio allora che il Premier rimetta il mandato al Presidente della Repubblica perché si formi un governo delle larghe intese o un esecutivo tecnico per gestire la fase di emergenza?

 

Non credo sia possibile formare un governo di larghe intese, perché bisognerebbe avere la volontà di fare queste larghe intese. Un governo tecnico tout court sarebbe più probabile, ma ciò significherebbe una resa totale della classe politica, con una perdita di autorevolezza terribile.

 

Francia e Germania, in particolare lo scorso fine settimana attraverso i loro Capi di Stato, hanno letteralmente deriso e additato l’Italia quale epicentro della crisi europea. Secondo lei, l’hanno fatto per allontanare l’attenzione dai loro problemi interni?

 

Credo che Merkel e Sarkozy, che potremmo definire i “ridanciani ridenti”, avrebbero fatto meglio a non comportarsi in quel modo in un’udienza pubblica. Tuttavia, non credo a queste interpretazioni. Quello che è successo rientra in una dinamica di rapporti personali logorati tra Berlusconi e gli altri leader europei. E questo naturalmente va tenuto in conto, perché mi pare che ormai ci siano dei rapporti personali pessimi. E la politica è fatta di rapporti personali: non dimentichiamolo.

 

(Lorenzo Torrisi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
27/10/2011 - mi pare ovvio che ... (Fabrizio Terruzzi)

Caro Sapelli, mi pare ovvio che nessun governo politico sarà in grado di varare "vere" riforme, profonde e quindi dolorose, senza pagarne le conseguenze elettoralmente. Sarebbe bene in questo caso che la politica riconoscesse apertamente i propri limiti e volontariamente si facesse da parte lasciando fare per un anno o poco più a chi non è politicamente connotato ovvero ad un governo tecnico. Magari sotto l'occhio vigile del Presidente della Repubblica, a cui assegnare di fatto e in via straordinaria un compito più ampio. Per riappropriarsi del proprio ruolo e ritornare ai giochetti di sempre una volta eseguito il lavoro "sporco".