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J’ACCUSE/ L’Ue affida il nostro futuro alla finanza creativa

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Le ipotesi a cui si è lavorato e che ieri sono arrivate a una sintesi sono due: 1) creare uno strumento ad hoc, un ibrido tra un Spv e un Siv (Structured Investment Vehicle) che si sostanzierebbe in uno “Special purpose investment vehicle” o Spiv, per attirare gli investitori anche non europei, cioè i cosiddetti paesi emergenti o Brics; 2) dare all’Efsf la possibilità di emettere assicurazioni sui titoli dei paesi a rischio, per garantire perdite tra il 20% e il 30%. Insomma, per battere la crisi nata dalla finanza ultra-creativa, si usano le stesse ricette della finanza ultra-creativa! E, udite udite, stando ai negoziatori Ue queste due opzioni potrebbero essere combinate per giungere a una sintesi nuova, un nuovo derivato mai visto prima! Ve l’ho detto, io amo l’Unione europea! Tanto più che, non essendo completamente scemi, alcuni Brics hanno già detto bye bye all’Ue: ieri il ministro delle Finanze brasiliano, Guido Mantega, ha dichiarato che «gli Stati europei non hanno bisogno dei soldi brasiliani per comprare i bonds. Certamente il Brasile non sta considerando questa opzione». Di più, la Russia «non ha intenzione di acquistare titoli di singoli Paesi d'Europa», benchè lo abbia fatto in precedenza, anche acquistando titoli italiani e spagnoli, ha sottolineato il consigliere presidenziale Arkady Dvorkovich, specificando che Mosca sarebbe pronta ad aiutare eventualmente l'Europa ma solo tramite i meccanismi di stabilizzazione del Fondo monetario internazionale. Evvai, la B e la R di Bric sono già andate! Come dargli torto, d’altronde.

Un Siv (Structured Investment Vehicle), come l’Efsf, altro non è che un Spv con leva. Esattamente il genere di “asset”, se così vogliamo chiamarlo, che ha mandato Citigroup nei guai e, quasi quasi, all’altro mondo. Un Siv, infatti, ha un posto speciale nell’inferno delle Cdo (Collateralized Debt Obligation, vedi glossario) e, nel caso dell’Efsf, si tratta di un’assicurazione smontabile. Nell’idea malata dei regolatori Ue (altro che Goldman Sachs, questi sono davvero faustiani), infatti, l’Efsf venderebbe sì assicurazioni legate a nuove emissioni obbligazionarie ma anche smontabili e vendibili separatamente: scusate, non è esattamente un credit default swap, il mostro dei mostri, tanto da portare l’Ue la settimana scorsa a votare in favore di un bando sui naked cds sovrani? Cosa faranno ora gli euro-geni, bandiranno anche i cds sull’Efsf che, di fatto, verranno emessi dalla Bce?

La vulgata unicamente colpevolista nei confronti dei cds li vuole come un assicurazione anti-incendio stipulata però sulla casa del vicino: ovvero, un qualcosa che conviene a chi ha tutto l’interesse a bruciare un’abitazione non sua e riscuotere il premio. In questo caso, invece, è come comprare un’assicurazione anti-incendio su un casa che non ti copre in caso di incendio, ovvero non contempla risarcimento per statuto. Il tutto, a leva. Nemmeno unendo le menti più perverse della City e di Wall Street si sarebbe giunti a una soluzione del genere, davvero complimenti ai fustigatori della finanza! Veniamo alla questione dei tagli obbligazionari.

Stante il fatto ormai acclarato che il 21% stipulato a luglio all’atto del secondo salvataggio greco è troppo basso e che il Financial Times parlava di haircuts del 50-60% sul tavolo dei negoziatori Ue, ma anche che la Francia non intende cedere, occorre spostare lo sguardo verso la Bce per capire come questa faccenda potrebbe mandare a carte quarantotto i piani del direttorio formato da Cip e Ciop, nonostante un debito tutt’altro che monstre come quello greco. Perché, ad esempio, l’Eurotower, il singolo detentore più grande di debito ellenico, non ha da subito dato l’esempio accettando quel taglio ridicolo del 21%? Per Francoforte ha parlato, lo scorso 20 luglio, proprio il nostro Lorenzo Bini Smaghi, dicendo che «una ristrutturazione del debito greco sarebbe un disastro» e minacciando Sodoma e Gomorra in caso di haircuts. Ma perché? La Bce detiene 55 dei circa 350 miliardi di debito greco, ma non lo ha comprato alla pari (100%), ma, diciamo, al 70% (38,5 miliardi di euro).



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COMMENTI
27/10/2011 - A proposito del P.S. (Giuseppe Crippa)

La relatrice, Francesca Balzani, eurodeputata PD, ha dichiarato che il budget UE dovrebbe promuovere la creazione di posti di lavoro di alta qualità in linea con la strategia UE 2020. Ci crede il PPE? Come ha votato? E perchè?

 
27/10/2011 - un'idea (Fabrizio Terruzzi)

ma per toglierci dalle secche sarebbe proprio una catastrofe così immane far girare un poco le ..rotative come ha fatto l'America e sta facendo (mi pare) da dieci anni il Giappone, senza apparenti danni?