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J’ACCUSE/ L’Ue affida il nostro futuro alla finanza creativa

Per risolvere la crisi del debito, l’Unione europea sembra pronta a trasformare il fondo salva-stati in uno strumento degno della finanza creativa. L’analisi di MAURO BOTTARELLI

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Io amo l’Unione europea! Giuro, senza gli euroburocrati uno non saprebbe cosa scrivere tutti i santi giorni, mentre loro sono così buoni d’animo da regalarci ogni ora un’idiozia differente e talmente sesquipedale da non necessitare nemmeno troppo sforzo da parte di chi scrive e la racconta. Grazie, grazie, grazie! Sapete qual è l’ultima? Ieri è stato il d-day dell’Eurozona, il giorno del vertice Ue che avrebbe dovuto dare risposte a due domande: ampliamento e nuovo status del fondo Efsf e decisione sugli haircuts obbligazionari per i creditori privati della Grecia. La cancellazione dell’Ecofin previsto prima del vertice vero e proprio e le necessità temporali della redazione de ilsussidiario.net non mi hanno consentito di attendere le decisioni ufficiali del meeting (cominciato dopo le 18:00), ma basandomi sulle bozze di lavoro dei negoziatori, giunte sul tavolo della discussione, posso comunque dirvi quale gioco a somma zero sia stato creato. Primo, l’ormai mitologico fondo Efsf sta diventando niente più che il veicolo strutturato che ha consentito a Enron di fare finanza creativa, fino poi a esplodere. D’altronde, si sa, certe ricette ritornano, sotto altre forme e con altri nomi, ma il succo è sempre lo stesso.

Partiamo da un excursus su profilo evolutivo della crisi. Nel 2007 vivemmo l’anno dell’individualismo, il male assoluto erano i mutui subprime. Nel 2008 abbiamo visto un primo spostamento d questa crisi individuale verso problemi correlati a livello bancario. Nel 2009 si parte con le banche in piena crisi, ma l’anno finisce con un primo assaggio di preoccupazione per i debiti sempre più insormontabili. Il 2010 è l’anno dell’inizio della crisi del debito sovrano. Quest’anno la crisi è andata fuori controllo, riportando al centro della situazione anche le banche e i soggetti individuali da cui tutto partì: un mix letale. Nessuno dei soggetti in questione ha realmente rimesso ordine nei bilanci e gli Stati hanno fatto di tutto tranne che sposare reali politiche di riordino dei conti. E adesso, grazie all’Ue, cosa dobbiamo aspettarci? Il riciclaggio degli errori passati, ovviamente spacciandoli per soluzioni nuove.

Si sa, infatti, che tutto ciò che era sbagliato, con il passare del tempo e l’accumularsi di nuove nefandezze, alla fine torna comodo perché ritrova un suo candore virginale. Quindi, perché non ripescare quella macchina geniale che era lo Special Purpose Vehicle (Spv), tramutato da Enron nella madre di tutte le garanzie fuori bilancio? Con il debito greco in deterioramento e le tensioni sui mercati che hanno contagiato anche gran parte delle banche, i 440 miliardi di euro dell’Efsf non bastano più. Anche perché sono comunque già di meno, visto che 100 andranno al secondo piano salva-Grecia e 44 a Irlanda e Portogallo, paesi già coperti da programmi di aiuti. Occorre quindi aumentarne la potenza di fuoco, ma senza investire nuove risorse, che molti paesi non vogliono accordare temendo di perdere il loro rating e senza coinvolgere la Bce, perché la Germania e l’Eurotower stessa si oppongono. Quindi, li grattiamo dai muri i soldi?

 

geofinanza.ilsussidiario.net


COMMENTI
27/10/2011 - A proposito del P.S. (Giuseppe Crippa)

La relatrice, Francesca Balzani, eurodeputata PD, ha dichiarato che il budget UE dovrebbe promuovere la creazione di posti di lavoro di alta qualità in linea con la strategia UE 2020. Ci crede il PPE? Come ha votato? E perchè?

 
27/10/2011 - un'idea (Fabrizio Terruzzi)

ma per toglierci dalle secche sarebbe proprio una catastrofe così immane far girare un poco le ..rotative come ha fatto l'America e sta facendo (mi pare) da dieci anni il Giappone, senza apparenti danni?