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J’ACCUSE/ L’Ue affida il nostro futuro alla finanza creativa

Pubblicazione:giovedì 27 ottobre 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Un taglio obbligazionario del 50%, quindi, ridurrebbe il valore al 50%, al costo di 7,7 miliardi di euro. E questo riguarderebbe solo la Grecia, mentre la Bce ha in pancia altri bond sovrani traballanti per il valore totale di 165 miliardi. Al valore di mercato, mark-to-market, le perdite per l’Eurotower sarebbero molto peggiori. Qual è, quindi, il problema? È che la Bce aveva in equity, alla fine del 2010, solo 5,3 miliardi di euro, quindi una leva 1-30 vista l’esposizione ad assets per 163 miliardi di euro! La situazione, alla fine dello scorso anno, era talmente pesante da costringere la Bce a chiedere alle varie banche centrali di raddoppiare la sua equity a 10,7 miliardi al 29 dicembre 2010. Peccato che non tutte le banche centrali abbiano voluto e potuto onorare la propria quota di aumento, così i pagamenti sono stati spalmati su tre anni: il primo pagamento ha visto quindi entrare in cassa solo 1,1 miliardi di euro, il resto dovrebbe entrare rispettivamente alla fine di quest’anno e del prossimo. Di più, le banche dei paesi non in area euro (con in testa la Bank of England), per statuto non sono esposte alle perdite in cui incorre la Bce, visto che non beneficiano dei suoi profitti, come ad esempio dal signoraggio. Ecco, quindi, perché le banche centrali dell’eurozona hanno dimostrato di essere un po’ “braccini” e non si sono fidate a dare tutta e subito la propria quota di aumento.

Insomma, la Bce è praticamente alla bancarotta e tra poco dovrà chiedere alle banche centrali non solo il pagamento delle due tranche che mancano, ma anche un altro aumento, in questo caso d’emergenza e in un’unica soluzione: pensate che Germania e Francia, pronte a sacrificare mezza Europa per non perdere il rating AAA, saranno disposte a squassare ancora un po’ i propri conti pubblici per tamponare la follia da hedge funds sottocapitalizzato della gestione Trichet? Come fare, quindi? Pagare, ma a fronte di concessioni verso i governi, ovvero regole meno stringenti e controlli meno scrupolosi, quindi addio anche al residuo di indipendenza e credibilità di cui l’Eurotower gode.

Capito perché c’è tanto timore di quell’haircut obbligazionario nelle stanze d’Europa? Tanto più che alla vigilia del vertice Ue, ad aggiungere un po’ di pepe alla situazione ci ha pensato il centro studi di Barclays Capital, secondo cui «non ci sono dubbi sul fatto che un haircut nozionale del 50-60% sarebbe considerato un credit event e quindi farebbe scattare le clausole dei contratti cds. Lanciare un ristrutturazione molto dura senza un adeguato backstop potrebbe essere molto rischioso da una prospettiva di stabilità finanziaria, quindi pensiamo che la Bce presterà molta attenzione a questa situazione».

Quale sarebbero i rischi immediati per la Bce di una ristrutturazione pesante che contempli haircuts drastici, oltre alle perdite già descritte a fronte di una cassa praticamente vuota? «Primo, Francoforte dovrebbe autorizzare un utilizzo maggiore dell’Ela da parte della banche greche, che già stanno utilizzando 21 miliardi presi a prestito dall’organismo bancario d’emergenza dell’Ue. Secondo, le nazioni dell’area euro dovrebbero decidere come trattare le già citate detenzioni di debito greco della Bce sotto il programma Smp e una delle possibilità è che la Bce parcheggi quel fardello, in perfetto stile bad bank, nell’Efsf, prima di lanciare la ristrutturazione ed evitando così le perdite dirette». Le quali, però, torneranno in via indiretta, come il proverbiale cane che si morde la coda.


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COMMENTI
27/10/2011 - A proposito del P.S. (Giuseppe Crippa)

La relatrice, Francesca Balzani, eurodeputata PD, ha dichiarato che il budget UE dovrebbe promuovere la creazione di posti di lavoro di alta qualità in linea con la strategia UE 2020. Ci crede il PPE? Come ha votato? E perchè?

 
27/10/2011 - un'idea (Fabrizio Terruzzi)

ma per toglierci dalle secche sarebbe proprio una catastrofe così immane far girare un poco le ..rotative come ha fatto l'America e sta facendo (mi pare) da dieci anni il Giappone, senza apparenti danni?