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FIAT/ 3. Bertone: vi spiego lo "schiaffo" di Marchionne a Confindustria

Emma Marcegaglia e Sergio Marchionne (Foto Imageconomica) Emma Marcegaglia e Sergio Marchionne (Foto Imageconomica)

Di certo questa decisione di Marchionne rappresenta anche una rottura col passato, quando il management del Lingotto camminava a “braccetto” con viale dell’Astronomia. «Fiat può decidere se andare avanti o meno con Marchionne. Lui ha già avanzato in passato l’ipotesi di andarsene dopo il 2014. Il suo obiettivo è lasciare un gruppo internazionale che opera in 30 paesi del mondo allo stesso modo, senza piegarsi ai rituali della vita pubblica gattopardesca italiana. Questo certamente può apparire antipatico». Certo, si potrebbe anche fare a meno di Marchionne, «e forse la reazione dei mercati non sarebbe nemmeno così forte. Il vero problema è che il suo è un tentativo quasi disperato di avere un grande player internazionale italiano, forse l’unico dato che Finmeccanica è fortemente a rischio. Le alternative sono creare un nuovo “caso Alitalia” oppure vendere Fiat. In ogni caso, non credo che gli Elkann possano fare a meno di Marchionne, che dopo tutto non è un Amministratore delegato “ingombrante” rispetto ad altri nel passato del Lingotto. Il fatto che lui non intenda stare lì a vita è rassicurante, senza dimenticare che finora non ha incassato nemmeno una delle sue milionarie stock options. Il che vuol dire che è impegnato a pieno titolo in un progetto in cui anche lui rischia di perdere qualcosa».

 

(Lorenzo Torrisi)

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