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FINANZA/ Pelanda: c'è una formula che può salvare l'Italia

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Giulio Tremonti (Foto Ansa)  Giulio Tremonti (Foto Ansa)

Questi potranno essere usati per comprare titoli di debito italiano nelle aste di rifinanziamento o, meglio, dati allo Stato per pagare i titoli giunti a scadenza senza necessità di rinnovarli, così abbattendo una percentuale del debito. In due anni si può contare su una riduzione di almeno un sesto, portando il debito al 100% del Pil dal 120% o più sotto in caso si decida di emettere un’obbligazione decennale supersintetica garantita da tutto il valore proiettato del Fondo (secondo me attorno agli 800 in un decennio) per 500 miliardi circa.

Questa giusta formula salverebbe l’Italia facendo tornare sostenibile e meno costoso il debito. Inoltre la migliore gestione dei beni pubblici potrebbe rendere dai 15 ai 25 miliardi annui da usarsi per investimenti o detassazioni ora impossibili.

 

www.carlopelanda.com



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COMMENTI
04/10/2011 - seriamente..... (Mariano Belli)

Ho ascoltato il consiglio del lettore Romano Calvo e ho visto il video, lo consiglio anch'io a tutti.....resto anch'io convinto che la strada maestra resta quella di privilegiare gli interessi della gente, delle persone rispetto a quelli degli istituti bancari, e che pertanto dovremmo fare come l'Argentina, non rimborsare più gli interessi sul debito (a me la banca non da interessi sulle che vi deposito....), rimborsare tranches di debito in scadenza nel caso al situazione socio-economica lo permetta, dare default in caso contrario....questo per circa una decina d'anni, fino a che abbiamo ridotto il debito/Pil al 60%........e pazienza se i banchieri miliardari avranno qualche miliardo in meno......

 
03/10/2011 - Everythings but not the banks (romano calvo)

Everythings but not the banks potrebbe essere il titolo di un film del 2030 che racconterà come nel 2008-2011 molti paesi europei, e l’italia più degli altri, si arrovellarono alla ricerca di una soluzione ad una crisi che ogni giorno si faceva più drammatica. Ma siccome, senza averlo mai esplicitamente detto, avevano deciso che qualsiasi soluzione non avrebbe mai e poi mai dovuto toccare il potere delle banche, lasciarono trascorrere anni preziosi per poi rendersi conto che non si può pretendere che a risolvere il problema siano gli stessi che l’hanno creato. Ma noi siamo ancora nel 2011, ed il PD e lo stesso Vendola ci dicono che l’uomo forte del futuro sarà Profumo ex AD di Unicredit, perché “purtroppo” Draghi, il papa nero, già lo abbiamo regalato alla BCE. Tutta la sfida tra gli attuali attori della politica italiana è tra chi promette più tagli al welfare, più svendita di patrimonio pubblico, più tagli alla politica, più tasse… La sfida si gioca su minime sfumature (un po meno tagli al sociale ma più tasse, ecc.).Tutto, purché non si tocchino le banche. Se vi fosse interesse a vedere la questione da un altro punto di vista, propongo il video su: http://www.youtube.com/watch?v=eXnSXhJc_KA No signor Pelanda: tutto ma non il patrimonio pubblico.

 
03/10/2011 - Ottima idea, ma.... (Mariano Belli)

A me sembra un'ottima idea, e non è la prima che leggo su questo sito. Però a questo punto c'è da chiedersi come mai queste idee così ingegnose non vengano prese in considerazione dai nostri governanti, nè tanto meno messe in pratica....forse al potere economico internazionale fa comodo tenerci sul lastrico per poterci ridurre in schiavitu' vita natural durante? Per sottrarci tutte le risorse di cui il nostro Paese dispone? Il mio sospetto è proprio questo....

 
03/10/2011 - non c'è problema! Ci son le stelle (Diego Perna)

Ho letto attentamente, dovrei essere più preparato in economia finanziaria, e forse non ho capito sino in fondo la soluzione da Lei proposta. Certo, fosse così semplice, e Tremonti o chi per Lui leggesse queste righe, facendo così, cioè dando garanzia con il patrimonio si raccoglierebbero 300 Mld e il gioco è fatto. Ma allora anch'io posso fare lo stesso, vado in banca e mi faccio prestare mezzo milione dando a garanzia la casa dove abito, li investo in titoli e ne ricavo il 6%, poi restituisco il mezzo mln e ho guadagnato 30.000 euro, mi pago i debiti e sono a posto. Oppure vendo oro e argento, tiro avanti un paio d'anni, forse, passa la recessione e c'è l'ho fatta. Solo che che mi rimane un dubbio, anzi più d'uno: la mia città è piena d'immobili in vendita, i prezzi per ora tengono, e nessuno compra, chi ha soldi forse investe in altro preoccupato del fatto che aumentando l'offerta, scenda il valore, chi cerca casa per viverci non ha soldi per comprare. Gli investitori, che sono molto più informati di me , perché dovrebbero credere che il patrimonio dello Stato si apprezzi anzichè no? Io credo sia una crisi sistemica, siamo ormai al capolinea e forse dovremmo provare a immaginare in anticipo cosa ci aspetta e prepararci ad affrontare una situazione in cui la mia , la nostra generazione non si è ancora trovata.Questo lo credo più sensato,ognuno potrebbe immaginarsi un futuro diverso, magari con meno superfluo e più necessario, che so forse tornare a rimirar le stelle. Ngiorn