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Economia e Finanza

J'ACCUSE/ Tre mosse contro l'attacco del governo alla famiglia

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Questo strabismo governativo ha fatto insorgere più d’uno e gridare allo scandalo. Famiglia Cristiana, per esempio, nel suo numero di metà agosto, ha parlato di “killeraggio” spietato e immotivato. Ma attenzione: a parte le mitigazioni future di queste prime misure annunciate, va compresa una costante che appare “necessaria” al consenso. Il consenso si fa con quel che c’è. Punta al presente e al passato, alla memoria che deve sprigionarsi al momento del voto. Nei seggi non vota il futuro, la speranza, la sostenibilità delle generazioni future. Mentre vota, eccome, l’obesità del tempo presente e dei suoi figuranti.

E’ perfettamente noto da tempo che dal punto di vista economico lo Stato discrimina il matrimonio rispetto alle convivenze. Gli italiani sposati hanno già imparato a evitare accuratamente la comunione dei beni. Tra questi italiani, parola di commercialisti, si sta diffondendo un fenomeno tutto nuovo e allarmante, quello delle finte separazioni: l’assegno di mantenimento del coniuge è detraibile dal reddito imponibile ai fini fiscali. Di questi tempi, il vantaggio va incassato.

Il carico fiscale per la famiglia italiana è straordinario. Se siamo a Ventimiglia, possiamo proseguire per qualche chilometro e passare il confine francese. Scopriremmo che con un reddito (imponibile Irpef) di 30.000 euro, in Francia il carico fiscale annuo è di 348 euro. In Italia, invece, se il nucleo è monoreddito il peso fiscale raggiunge i 5.010 euro (+4.662 rispetto alla Francia). Se bireddito il peso delle tasse raggiunge i 2.842 euro (differenza pari a +2.494).

Alziamo il reddito e portiamolo a quota 55.000 euro: la famiglia francese è sottoposta ad una tassazione di quasi 3.000 euro. In Italia il nucleo monoreddito paga 15.989 euro (+13.000 euro di quella francese), quello bireddito versa all'Erario 10.530 (+7.542 euro della francese).

Già che ci siamo, andiamo ancora più su. Con un reddito di 150.000 euro in Francia viene pagata un'imposta di 25.324 euro. Sulla famiglia italiana monoreddito grava, invece, un peso di 57.670 euro (differenza pari a +32.246) e su quella bireddito 50.331 euro (differenza pari a +25.007). Sono dati della CGIA di Mestre, solido e serio Centro Studi citato dal Governo quando qualche indicatore liscia il pelo ad un provvedimento adottato.

L’articolo 31 della Costituzione è stato di fatto abrogato, con la compiacenza di tutti; ma il punto che è interessante sottolineare non è l’accanimento anti-famigliare quanto piuttosto la gioiosa baldanza con cui ci apprestiamo a festeggiare la condanna a morte dell’intero Paese.

Un solo Paese, l’Egitto, “possiede” tanti giovani quanto  tutti i Paesi dell’Unione Europea messi assieme. Come staremo tra trent’anni? Beh, se conosciamo l’arabo potremo continuare a stare bene, anche in Italia. Le famiglie le faranno loro, un po’ più allargate delle nostre, ma pur sempre famiglie e un Tremonti di turno troverà la formula per calcolare il cumulo dei redditi anche per i matrimoni  pluri-muliebri. Quanto a noi, qualche aggiustamento di dieta (poco cotechino, niente pearà, tanto cous-cous) ci saranno sufficienti. All’entrata di San Zeno ci accoglierà una guida turistica simpaticamente mora e dai tratti semiti evidenti. Siamo tutti fratelli.

Noi andremo a lavorare tardi, dopo i venticinque anni. Metteremo da parte qualche soldo per il matrimonio verso i trenta. Useremo il profilattico fino a trentacinque. Faremo un figlio (complice la cattiva programmazione televisiva) subito dopo. Nel frattempo scriveremo trattati e approveremo dispositivi anti-immigrazione: “Non possiamo accogliere chiunque”. Ma apriremo le porte a chiunque sia in grado di puntellare il nostro sistema: infermieri di colore, camionisti di colore, pasticcerei di colore, baristi di colore (preferibilmente giallo), edili di colore e pittori con colore, rigorosamente di colore.

Se le cose stanno così, siamo certi che nessun problema inquadrabile sotto l’etichetta “famiglia” possa diventare a breve una vera emergenza degna di attenzione, di programmazione, di risorse. Da questo punto di vista, il convegno del 5 ottobre, promossa dalla Banca Popolare, Fondazione Cariverona, Cattolica Assicurazioni, appare una stra-ordinaria anomalia e una coraggiosa contro-tendenza. Tutto quello che si legge e si vede in televisione lascia intendere che in futuro si punteranno le fiches su una scommessa tranquillizzante: “Lasciamo che ciascuno improvvisi la propria famiglia”, quasi che essa possa nascere da un bricolage sociale lasciato alla immaginazione e alla fertile fantasia degli umori e degli amori di ciascuno.



COMMENTI
04/10/2011 - Risposta al sig.Giuseppe (Mariano Belli)

Perchè mezzo voto a testa? Il minore entrerebbe nel seggio accompagnato dal tutelante, esattamente come avviene, ad esempio, per i non-vedenti....

 
03/10/2011 - Una (forse due) ottime proposte. (Giuseppe Crippa)

Concordo pienamente col parere sull'articolo espresso dal lettore che ha commentato e concordo anche sulla sua proposta, che vedo però di difficile attuazione a meno di non dare mezzo voto a testa a ciascun genitore. Alla sua proposta aggiungo poi quella di assegnare una detrazione a ciascun capofamiglia pari all'ipotetico assegno di mantenimento che spetterebbe alla moglie se fossero separati: la possibilità di fruire di questa detrazione stroncherebbe immediatamente il fenomeno delle false separazioni. Ma sono sicuro che questa proposta verrebbe bocciata, non tanto da Tremonti per il minor gettito, quanto dalla lobby degli avvocati per il minor volume di lavoro!

 
03/10/2011 - Voto per i minori (Mariano Belli)

Finalmente un (bellissimo) articolo in difesa della famiglia, e al proposito lancio una proposta : diritto di voto (e quindi di rappresentanza dei loro interessi, al momento completamente ignorati da tutti) anche per i minorenni, da 0 a 18 anni di età, ovviamente rappresentati nei seggi dal tutelante....è un'idea così campata in aria? Io non credo, anzi sarebbe una battaglia sacrosanta. (Per tutto il resto, poi, si resterebbe in attesa di vedere all'orizzonte statisti lungimiranti....)