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PIANO UE-FMI/ Forte: l’intervento per salvare Italia e Spagna peggiora i titoli italiani

Pubblicazione:domenica 30 ottobre 2011 - Ultimo aggiornamento:domenica 30 ottobre 2011, 13.43

Jean-Claude Trichet (Foto Imagoeconomica) Jean-Claude Trichet (Foto Imagoeconomica)

La seconda considerazione è che ciò che sta avvenendo, soprattutto per l’Italia, forse un po’ meno per la Spagna, non è una crisi di solvibilità, come si tende a credere, ma una crisi di liquidità. Ossia una parte rilevante degli operatori economici internazionali vende i titoli perché ai livelli attuali dello spread hanno perso di valore. Le banche quindi nei parametri patrimoniali si trovano scoperte, e devono restringere il credito raccogliendo nuovo capitale. Quindi a questi operatori economici conviene vendere questi titoli e comprare i nuovi a un tasso di interesse più elevato. 
E questo è un fenomeno inevitabile, anche se non riusciamo ancora a prevedere quale sarà il livello di equilibrio quando il fondo entrerà in gioco. Questi operatori però, vendendo il vecchio titolo che si è deprezzato e comprandone uno nuovo a più alto tasso che ingloba il rischio, ottengono degli indubbi vantaggi. Per esempio vendono il titolo spagnolo e comprano uno italiano a nuovo tasso. Paradossalmente, avendo annunciato questa misura, la situazione nel complesso è peggiorata.

Ritiene che i provvedimenti adottati dal governo Berlusconi siano sufficienti per onorare la lettera della Bce all’Italia?

La lettera della Bce all’Italia era una condizione per il varo di un fondo che, per paradosso, non richiedeva alcuna lettera. Il premio di assicurazione per l’Italia scatta infatti nel momento in cui scatta la garanzia. Non è cioè un’assicurazione che si paga prima, bensì un collaterale che si paga dopo. Il fondo europeo staccato in favore dell’Italia in altre parole è riscosso a carico del nostro stesso Paese. A chi gestisce questo fondo quindi non importa quindi se l’Italia onorerà o meno la lettera, i cui contenuti sono a un livello “metafisico” rispetto all’unica cosa “concreta”, e cioè se il nostro Paese sarà in grado o meno di pagare gli interessi. 
Insomma, esiste un rischio di default e c’è bisogno di pagare per riconvertire i titoli a prezzi inferiori rispetto a quelli di mercato. Il problema però è che l’Italia deve pagare il differenziale per questo rischio che le è addebitato. Quindi non si conoscono ancora i dettagli tecnici di questo fondo, l’unica cosa che sappiamo è che non è un aiuto gratis e questo chiaramente implica che non è estremamente rilevante sapere se l’Italia con questa lettera diventa solvibile o meno.

(Pietro Vernizzi)



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