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BORSE/ I mercati preoccupati dalle banche (il punto con Wall Street)

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I mercati sembrano non avere affatto voglia di sistemarsi. L’accordo trovato nel summit europeo, evidentemente non li convince fino in fondo. Si parla dei famosi “dettagli” e un analista finanziario precisava stamattina che “c’è il diavolo nei dettagli”. Piazza Affari ha aperto male, poi è lentamente regredita fino a perdere più di due punti e mezzo. Al cosiddetto giro di boa, cioè a metà giornata, Milano perde il 2,75% e sulla linea di piazza Affari, con perdite minori stanno il Dax di Francoforte con un -2,21% e il Cac 40 francese con un -1,93%. Wall Street è partita con un calo vicino al 2%. Nel mirino ci sono sempre le banche, i titoli finanziari che vivono nella grande incertezza di come verranno ricapitalizzate, e forse ristrutturate, le banche. Il punto fermo è l’accordo sull’all’allargamento del Fondo salva-Stati. Ma appunto i “dettagli” di come tutto funzionerà non sono ancora chiari. Sulle banche ci sono anche polemiche di non poco conto. Dopo la richiesta di ricapitalizzazione fatta dall’Europa, le banche italiane devono recuperare quattordici miliardi di euro. Più della metà sono necessari per Unicredit. Ma gli sforzi sono complessivi e questo ha scatenato addirittura l’ira di Giuseppe Guzzetti, il presidente della Fondazione Cariplo. Sostanzialmente Guzzetti dice: “L’accordo salva le banche francesi e penalizza quelle italiane”. Ma in generale si dice che viene premiato chi fa trading e non invece chi favorisce il credito alle imprese.

Ci sono polemiche e incertezza diffusa. Sull’Italia pesa sempre l’incertezza politica nonostante la “lettera d’intenti” che il Consiglio europeo aveva accettato nel summit. Ma se la politica dà un responso positivo sono i mercati che offrono uno responso negativo. L’indicatore più preoccupante è lo spread tra Bto e Bund che ha sfondato i 400 punti e il Bpt decennale paga un interesse del 6,16%. In questi casi si lancia subito l’allarme, anche se questa stessa estate l’agenzia di rating Fitch, stressando con una prova il rendimento del Btp al 7% non aveva trovato motivi di preoccupazione per un ulteriore aggravamento del debito pubblico  italiano. Si aggiunga comunque che è volato al massimo storico anche il rendimento del Btp a cinque anni. L’interesse infatti è schizzato al 5,83%, mentre lo spread con l’equivalente tedesco è salito a 456 punti.


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