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CRISI/ Fmi pensa a soccorso per l’Europa. Spread Btp-Bund verso quota 400

Il Fondo monetario internazionale potrebbe contribuire al Fondo salva-stati europeo: una strada che piace alle economie emergenti. Intanto sale lo spread tra Btp e Bund

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In vista del vertice del G20 dedicato alla situazione finanziaria dell’Europa, che si terrà a  Cannes il 3 e il 4 novembre, il Presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, e quello della Commissione europea, José Manuel Barroso, hanno scritto ai “grandi” per chiedere sostegno all’Ue. Il Fondo monetario sembra pronto a intervenire, cosa che viene incontro alle richieste dei cosiddetti Brics, i paesi emergenti (Brasile, Russia, Cina, India e Sudafrica) che avevano chiesto di aiutare l’Eurozona attraverso un ampliamento delle dotazioni finanziarie del Fmi: un’occasione anche per ridiscutere la governance dell’istituzione di Washington togliendo potere ai paesi occidentali sviluppati per dare più spazi ai nuovi attori globali. L’ndia ha fatto sapere, infatti, attraverso il vice-presidente della Commissione indiana per la pianificazione, Montek Ahluwalia, che insieme alla Cina proporranno al G20 alcuni suggerimenti sulle politiche fiscali da adottare per raggiungere gli obiettivi previsti di risanamento delle economie in crisi, comprese  quattro economie europee (Germania, Italia, Francia e Spagna), in modo da creare le condizioni per far ripartire la crescita globale. Anche la Russia è pronta a fornire aiuto finanziario ai membri dell’Eurozona attraverso il Fmi e a tenere colloqui bilaterali con i singoli Paesi. Lo ha detto l’alto consigliere economico del Cremlino, Arkady Dvorkovich, aggiungendo che Mosca potrebbe investire fino a 10 miliardi di dollari.

Il Fondo monetario internazionale ha quindi annunciato di aver avviato una revisione degli strumenti di finanziamento a sua disposizione, in modo da rafforzare la capacità di mitigare il rischio contagio della crisi, fornendo liquidità ai paesi che hanno politiche e fondamentali forti e che sono colpite da stress sui mercati finanziari”. Chi non sembra voler aiutare l’Eurozona è la Gran Bretagna, che ha spiegato di non voler contribuire in alcun modo al Fondo salva-stati europeo, nemmeno tramite il Fmi.

Le Borse europee hanno iniziato oggi la seduta in negativo: Milano, dopo circa mezzora di contrattazioni, sta cedendo l’1,4%, mentre Parigi è al -1,5%. Poco meglio Francoforte, che perde lo 0,8%.