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FINANZA/ Una "trappola" Usa per Italia e Ue

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I 20 malcapitati, quindi, sono chiamati a risolvere un sistema di equazioni con un numero vastissimo di incognite di cui nessuno pare conoscere i parametri essenziali. Quindi, le loro pronunce - i comunicati - non possono essere che tanto vaste da tentare di abbracciare qualcosa per poi non abbracciare un bel nulla. Da ciò, inevitabile una crescente frustrazione. “Quanto erano più semplici - non possono non pensare i leader del G20- i G5 o anche i G7 di un tempo, quando bastava una serata in un appartamento al Plaza per riequilibrare quel che allora contava dell’economia mondiale”. È finito per sempre il mondo monopolare in cui gli aggiustamenti erano “esterni” (tramite svalutazioni e rivalutazioni nell’ambito delle regole definite a Bretton Woods) e non è chiaro se è destinato a durare l’attuale situazione basata su aggiustamenti interni e un contesto internazionale in cui l’euro è la seconda moneta principale dopo il dollaro. L’ultimo rapporto del gruppo Bruegel trasnoccia scenari e include anche un’analisi Swot (Strenghts, Weaknesses, Opportunities and Threats) di punti di forza e di debolezza di euro e yuan come seconda moneta internazionale - sempre dopo il dollaro.

L’analisi può essere utile ai “malcapitati della Croisette” non perché possa illuminarli su come pilotare il presente e il futuro dell’economia mondiale, ma perché mostra che la tartaruga europea (e i debiti sovrani di Grecia e Italia) non sono il cuore del problema come indicato (dal Segretario al Tesoro americano, ma anche da esponenti dei Brics) alla sessione dei loro ministri dell’Economia e delle Finanze. Il lento andamento dell’Europa e i debiti di Grecia e Italia sono senza dubbio problemi gravi e seri. Ma in un mondo in cui l’80% delle transazioni internazionali e il 70% di quelle interbancarie sono denominate in dollari, è difficile parlare di ripresa se gli Stati Uniti non trovano modo di sostenere un tasso di crescita maggiore dell’anemico 1,6% l’anno che li contraddistingue dall’inizio del 2011.

Se questo nodo venisse risolto, la carretta dell’economia mondiale, almeno nel breve periodo, andrebbe a ritmo più sostenuto. Ciò non vuole affatto dire che i 20 risolverebbero i problemi più gravi di medio e lungo termine, ma potrebbero riflettere su di essi con meno affanno sul contingente.

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COMMENTI
31/10/2011 - G20 (Diego Perna)

.....Il G20 - ammettiamolo una volta per tutte - è un club di malcapitati che devono far finta di potere orientare i cambiamenti dell’economia mondiale in un contesto in cui sono in corso riassetti strutturali molto profondi di cui pochi (anche nel sodalizio) sembrano avere contezza........... Perchè non dovrei essere pessimista? Non vorrei esserlo, ma da circa due anni cerco di capirciqualcosa e molte delle cose che leggo oggi sono quasi le stesse cose che alcuni, non più arditi o lungimiranti, ma che avevano dei dati sull'andamento dell'economia , ipotizzavano. Poi è anche la logica che seppur sembra non avere patria nei mercati finanziari, ancora lascia dei dubbi ad esempio, quando si pensa che dopo anni che non si fa nulla , con una lettera o con una manovra anche se di 100 mld, si possa risolvere la questione strutturale in Italia, vedi Sud , burocrazia evasori ed elusori, condoni e scudi fiscali per i milionari ecc. Non è una crisi, lo diceva Tremonti due anni fa, siamo ad una svolta epocale aggiungeva, ma il ns governo , lui compreso, si rigirava sempre sui problemi propri o del ns Presidente del Consiglio. Ora cosa aspettiamo, un miracolo? Ma quale dovrebbe essere? Che i detentori della ricchezza del mondo dicano, va beh abbiamo scherzato! Abboniamo tutto e ricominciamo daccapo? Vi diamo il petrolio gratis, riduciamo le accise sulla benzina, aumentiamo le pensioni, non licenziamo più nessuno! Si può solo non vedere il problema, come il ns governo ha fatto. E poi?