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ECOFIN/ Gambarotta: banche europee nel ciclone, ecco cosa rischiano

Pubblicazione:martedì 4 ottobre 2011 - Ultimo aggiornamento:martedì 4 ottobre 2011, 21.41

Giulio Tremonti all'Ecofin Giulio Tremonti all'Ecofin

Sempre per l’esperto, “tutti vorremmo la crescita, ma il bilancio dello Stato italiano non può permettersi politiche espansive. Anche perché stanno venendo al pettine nodi politici degli ultimi 30 anni, e quindi non è colpa solo del governo Berlusconi. E’ da diversi anni che chi si succede a Palazzo Chigi, con l’accordo dell’opposizione, basa le politiche di bilancio sull’aumento del debito pubblico, scaricando poi i conti da pagare sulle future generazioni. Impossibile quindi finanziare una politica di crescita con un debito simile. Sostanzialmente, Tremonti dice delle cose sgradevoli ma giuste”. Per quanto riguarda l’Unione europea la ricetta del ministro è invece “sopra più governance, cioè maggiore disciplina, e sotto più eurobond”.

 

Anche se per Gambarotta occorre distinguere: “La disciplina è quella che sta imponendo la Germania agli altri Paesi europei, e piaccia o no è il modello vincente. Gli eurobond sono una proposta positiva, ma la difficoltà sta proprio nel convincere i tedeschi, da sempre virtuosi, ad accettare un modello che per loro comporta degli oneri ulteriori”. Non è escluso che alla fine passi quest’ultima opzione, “perché l’Europa è un grande progetto nel quale Berlino ha creduto, ma bisogna convincere anche l’opinione pubblica tedesca. Il professor Monti ha compiuto un paragone con la scelta di Kohl al momento dell’unificazione delle due Germanie, quando adottò un cambio uno a uno tra il marco della Repubblica Federale e quello della Ddr. Da un punto di vista strettamente finanziario era un cambio irrealistico, eppure Kohl lo impose perché il progetto politico aveva una valenza storica tale da giustificare dei costi elevati”.

 

Per Monti, i tedeschi dovrebbero ricordarsi di quel momento storico, e ripetere la stessa scelta anche oggi. Anche se, conclude Gambarotta, “in quel caso si trattava di tedeschi, mentre in questo occorre venire in aiuto ai popoli meridionali, ritenuti incapaci di risparmiare, che i tedeschi hanno sempre guardato con grande disappunto. Quindi non sarà facile persuaderli”.

 

(Pietro Vernizzi)



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