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FIAT VS. CONFINDUSTRIA/ Il giorno dei lunghi coltelli

Pubblicazione:martedì 4 ottobre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Se Marchionne non sa parlare, naturalmente, secondo la leader della Cgil, è colpa del governo che resta a guardare senza incalzare e chiedere spiegazioni al manager italo-canadese. Da parte sua, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha spiegato ieri che l’importante è che Fiat abbia confermato i suoi investimenti in Italia, mentre oggi si è affrettato ad auspicare una ricomposizione del “divorzio”. È forse per questo che i principali quotidiani lo dipingono oggi come il possibile mediatore? Come colui che potrebbe trovare una norma capace di salvare la capra dei contratti di Marchionne e i cavoli dell’articolo 18 dei sindacati? Auguri caro Ministro!

Il quadro sembra quindi ben chiaro: tutti schierati contro Marchionne tranne il Governo? Macché. Colpo di scena: Diego Della Valle, l’acerrimo dichiarato nemico di Berlusconi sin dal convegno Confindustria di Vicenza del 2006, si schiera al fianco di Marchionne contro la Marcegaglia, definendo l’associazione degli industriali “un’organizzazione burocratica e obsoleta di interessi corporativi perseguiti in modo velleitario e subalterno”. Non ci credete? Fate bene, nella giornata dei veleni ci sta anche uno scherzo. Nel caso specifico architettato da Il Foglio per farsi beffe della lettera anti-politica di Mr. Tod’s di qualche giorno fa.

Se da questa “rissa”, cari lettori, vi sembra di non poter trarre elementi sufficienti per schierarvi da una parte piuttosto che dall’altra non preoccupatevi: tra moglie e marito è meglio non mettere il dito, almeno per il momento...



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