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FINANZA/ La grande "truffa" degli indignados di Wall Street

Pubblicazione:martedì 4 ottobre 2011

Le manifestazioni degli indignados a New York (Foto Ansa) Le manifestazioni degli indignados a New York (Foto Ansa)

Non solo i simpatici professori dell’Illinois giocavano allegramente con i cds, ma vendevano anche swap options e shortavano swap legati a tassi di cambio a livello internazionale. Per ogni contratto sottoscritto o venduto, il Fondo riceveva un premio. Qual è, quindi, la differenza tra una buona parte degli eroi di Liberty Plaza e dei loro fondi pensione e chi contestano in nome di un mondo migliore?

Direte voi, sarà stata un’ubriacatura degli ultimi anni, dovuta all’avvitarsi della crisi. Difficile sostenerlo, visto che un corposo e preoccupato report a firma Randall Dodd dal titolo “Prudential Concern for Pension Fund Investment in Hedge Funds and Derivatives” e presentato al congresso dell’Assaa Philadelphia, porta la data del 7 gennaio 2005. Quando Lehman Brothers era ancora “too big to fail” e gli affari andavano a gonfie vele. Anche per i fondi pensione.

Diffidate degli indignati: di fronte alla crisi serve serietà e non capri espiatori o streghe da bruciare. Magari dopo aver bevuto le loro pozioni miracolose.



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COMMENTI
04/10/2011 - sarebbe? (Alberto Speroni)

si potrebbe esprimersi più semplicemente??? GRAZIE!! ".......................... bad loans vengano cancellati manu militari dagli stati patrimoniali delle banche dai giudici. Insomma, c’è un ............. e far apparire le writedowns dei prestiti come un qualcosa di positivo per il book equity, ma anche una potenziale istigazione al moral hazard da parte dei cittadini - che sanno di potersi indebitare senza pagare, stante la sentenza - e il rischio di nuove, massicce bank run per timore che la decisione del distretto di Larissa sia prodromica a fallimenti a catena o a normative restrittive e di salvaguardia da parte degli istituti. Ma non basta............