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DOWNGRADE ITALIA/ Borges (Fmi): i conti italiani mai così buoni. Ma non compreremo bond

Retromarcia del Fondo monetario internazionale,  che ha annunciato che non acquisterà, a fianco del Fondo salva stati (Efsf) bond italiani. Né, tantomeno, spagnoli.

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Il Fondo monetario internazionale, non acquisterà, a fianco del Fondo salva stati (Efsf) bond italiani. Né, tantomeno, spagnoli. Si tratta di una sorta di parziale retromarcia rispetto a quanto annunciato da stamattina da Antonio Borges, direttore del dipartimento europeo del Fmi a Bruxelles. L’alto funzionario, nel presentare il Regional economic outlook aveva parlato dell’ipotesi di nuovi strumenti per salvare gli stati a rischio. Le sue frasi erano state lette come un ammonimento contro gli speculatori, che hanno sempre pensato che Spagna e Italia fossero Stati troppo grandi per potere essere salvati. In serata ha precisato, quindi, che «il Fondo può solo prestare ai paesi, ma non può usare le sue risorse per intervenire direttamente sul mercato dei bond». Contestualmente ha fatto presente che l’Fmi «non sta valutando nessun intervento sui mercati insieme all'Efsf».

Eppure, seppure stava ragionando in astratto, in mattinata le sue parole erano state: «dato che l'Efsf ha ora la possibilità di investire nel mercato secondario, potremmo investire al suo fianco supportando i titoli di debito di Italia e Spagna dando un ulteriore elemento di credibilità». Oltre al tradizionale strumento dello sblocco di una linea creditizia, aveva inoltre ipotizzato la creazione di strumenti dedicati, come «una nostra società veicolo». In relazione al taglio del rating italiano da parte di Moody’s,  ha, in ogni caso, fatto presente che i nostri conti pubblici non sono mai stati «buoni come in questo momento». Tuttavia, ha aggiunto che resta il problema della crescita. E’ necessario che l’Italia riesca a infondere nuovamente fiducia nei mercati che «restano liquidi». Rispetto a questo obiettivo si è detto convinto di come il Fondo salva stati possa contribuire in misura significativa. Non solo. Borges si è spinto oltre, arrivando a dichiarare che il nostro paese ha un avanzo primario attivo meglio «persino di quello della Germania». Dal canto suo, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, si è detta convinta di come l’Italia abbia tutte le carte in regola per riottenere la fiducia dai mercati, specialmente se rispetta i propri impegni.