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DOWNGRADE ITALIA/ Moody’s taglia il rating sul debito. Piazza Affari parte in rialzo

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DOWNGRADE ITALIA - L’agenzia di rating Moody’s ha tagliato il rating su debito pubblico italiano da Aa2 ad A2. In un primo momento il giudizio doveva essere espresso entro il 16 settembre, ma poi Moody’s aveva deciso di prendersi un altro mese di tempo per valutare la situazione, anche per via della manovra finanziaria da poco approvata dal Parlamento italiano. La procedura di revisione del rating era comunque iniziata il 16 giugno scorso. Il 20 settembre era invece arrivato il downgrade sull’Italia da parte di Standard & Poor’s, che aveva evidenziato tra le cause del taglio del rating anche l’incertezza politica.

La stessa motivazione viene addotta da Moody’s che ha spiegato come vi sia un “sostenuto aumento della suscettibilità del Paese di fronte agli shock finanziari”. L’Italia, spiega ancora l’agenzia di rating, paga “le incertezze economiche e politiche” che mettono a rischio il raggiungimento degli “obiettivi di consolidamento di bilancio”. Infatti, “più della metà delle misure di consolidamento sono basate sulla crescita delle entrate, i piani sono vulnerabili per l’elevato livello di incertezza intorno alla crescita economica in Italia e ovunque nell’Ue. Inoltre, il consenso politico sui tagli aggiuntivi alla spesa può essere difficile da raggiungere. Ne consegue che il governo potrebbe trovare difficile generare quell’avanzo primario necessario per ridurre sostanzialmente il trend del debito pubblico e degli interessi”.

La conclusione di Moody’s è che “il rischio di default dell’Italia è remoto”, ma “la vulnerabilità di questo Paese è aumentata”. Questo nonostante “alcuni aspetti positivi”, tra cui “la mancanza di significativi squilibri nell’economia o di forti pressioni sui bilanci del settore finanziario privato e non privato, così come le azioni intraprese dal governo dopo l’estate”.

Una nota di Palazzo Chigi ha spiegato che “la scelta di Moody’s era attesa. Il governo italiano sta lavorando con il massimo impegno per centrare gli obiettivi di bilancio pubblico. Quegli stessi obiettivi che sono stati oggi accolti positivamente e approvati dalla Commissione europea”. Per il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, “il declassamento è una mazzata. L’Italia è meglio di quel rating, ma se non c’è un cambiamento la sfiducia rischia di tirarci a fondo”.


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