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Economia e Finanza

ENI/ Collocati bond per 1,32 miliardi di euro

Eni ha fatto sapere di aver chiuso con successo il periodo di offerta delle obbligazioni a tasso fisso "Eni TF 2011/2017" e di quelle a tasso variabile "Eni TV 2011/2017

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Eni ha fatto sapere di aver chiuso con successo il periodo di offerta delle obbligazioni a tasso fisso "Eni TF 2011/2017" e di quelle a tasso variabile "Eni TV 2011/2017. Si tratta di titoli riservati ai risparmiatori italiani, il cui valore nominale è stato condotto all’importo complessivo di 1.350 milioni di euro. Inizialmente, l’offerta era di un miliardo. L’incremento si è reso necessario per rispondere alla domanda. In particolare, Eni collocherà 1.324.576.000 euro di bond, di cui 1.109.565.000 di euro a tasso fisso, e 215.011.000 a tasso variabile. I bond saranno assegnati, rispettivamente, a 42.976 e 11.456 investitori. Per quanto riguarda le obbligazioni a tasso fisso, sarà corrisposto un tasso di interesse nominale (annuo lordo) del 4,875%, mentre  saranno emesse al 99,71% del loro valore nominale.

Il rendimento annuo loro effettivo «a scadenza è pari al 4,932%, calcolato sommando il tasso mid swap a 6 anni, rilevato il 6 ottobre 2011, a un margine di 280 punti base», si legge in una nota del gruppo. «La data di emissione e di godimento delle obbligazioni del prestito a tasso fisso è l'11 ottobre 2011 e la data di scadenza è l'11 ottobre 2017 (6 anni)». Per quanto riguarda, invece, i titoli a tasso variabile, Eni a sapere che «con riferimento alla cedola che sarà pagata per il primo periodo di interessi, il valore dell'Euribor a 6 mesi rilevato il 7 ottobre 2011 è pari a 1,765% e, pertanto, il tasso di interesse relativo alla prima cedola sarà pari a 4,565% su base annuale». Le obbligazioni a tasso variabile saranno emesse e potranno esser fruite a partire dall'11 ottobre 2011, mentre scadranno l'11 ottobre 2017. Proprio ieri l’agenzia di rating Moody’s ha declassato il rating della società amministrata da Paolo Scaroni, da Aa3 ad A1. La decisione è motivata dalla considerazione secondo la quale è particolarmente difficile che il gruppo possa ricevere, eventualmente,  sostegno straordinario dal governo. Per questo, l’agenzia ha deciso di valutare l’azienda esclusivamente i base alle qualità del suo credito di base.  Ieri, Scaroni si era detto non particolarmente soddisfatto del rendimento complessivo delle azioni del gruppo.