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Economia e Finanza

SCENARIO/ 1. Bertone: cosi il "governo Draghi" può salvare l’Italia

Foto: ImagoeconomicaFoto: Imagoeconomica

Non si sa ancora se, per l’occasione, Fabrizio Saccomanni che siede dietro di lui a Francoforte passerà in prima fila. Oppure se arriverà qualcun altro. Magari Vittorio Grilli, civil servant di alto livello degradato a “milanese” da Umberto Bossi che dichiara di sostenere questa candidatura per ragioni geografiche e non per giocare la sua partita al mercato di Palazzo Chigi in supporto a Giulio Tremonti. Tutto si giocherà nell’ultima mano, come a tressette. Con buona pace dei banchieri e dell’opinione pubblica: se l’Europa deve aspettare i buontemponi slovacchi, perché la Lega (che in proprozione, in Italia raccoglie ancor meno voti) deve affrettarsi?

I motivi, per la verità, ci sarebbero: come ha sottolineato Moody’s, il problema più urgente dell’Italia non è lo stato della sua economia (discreto, dati i tempi) o la capacità di reazione della finanza pubblica (l’unico Paese in avanzo primario del G-20), bensì la credibilità della classe di governo. Meglio la Spagna, come ha ricordato Giulio Tremonti. Forse perché Madrid ha scelto la strada delle elezioni (ma l’opposizione lì è pronta a governare, con un governo preciso e i nomi dei ministri-chiave già noti). Forse perché a Madrid non passa per la testa a nessuno di giocare con la credibilità del Paese.

Certo, non è solo questione di etichetta o di sgarbi personali. In una situazione ad alto rischio, in cui i governi si accingono a dare il via a salvataggi bancari a catena, il ruolo di coordinamento tra la Bce (unico governo sovranazionale possibile in questa materia) e le autorità politiche e bancarie nazionali assume un peso cruciale. In un certo senso, questo aumenta il potenziale potere politico di Draghi: un governatore in sintonia con lui a Roma favorirebbe una sorta di governo europeo della congiuntura italiana, con ricadute sgradite sia a destra che a sinistra (come verrà accolta la richiesta di più efficienza in sanità, istruzione e giustizia?).

L’alternativa più gradita a Tremonti e a Bossi è un governatore italiano che permetta al Governo di mettersi di traverso al governo dei banchieri. Il che, per un Paese come il nostro, può avere conseguenze spiacevoli: è vero che siamo in grado di far fronte al nostro debito senza farne di nuovi. Ma come li finanziamo gli investimenti senza recuperare la fiducia degli investitori internazionali?

Un’ardua domanda che Bossi e Tremonti potrebbero condividere con i politici slovacchi.

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