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IL CASO/ Quell’attacco “politico” di De Benedetti a Marchionne

Carlo De Benedetti Carlo De Benedetti

Può anche darsi, è nello stile dell'uomo. Marchionne è nato a Chieti è un italiano, ma è abituato ad altre forme di trattative. I sindacati americani ad esempio suono durissimi nelle vertenze di carattere economico. Ma si fermano lì, quello che noi chiamiamo il cotè politico non lo considerano neppure. Il massimo di politica che i sindacati americani fanno è quando si schierano per un candidato prima delle elezioni presidenziali. E' evidente che un mondo come il nostro Marchionne lo comprenda poco o comunque non lo condivida.

Non c'è forse in De Benedetti anche un appoggio a Confindustria che in questo momento appare un po' in difficoltà per i suoi problemi e con diversi iscritti che vogliono andarsene dall'associazione?

Confindustria vive un momento delicato soprattutto perché è entrata nella fase della successione. Quindi si affacciano i veneti con un loro candidato. Altri hanno già un candidato. E' un passaggio della vita di Confindustria. Ma in questi due anni Emma Marcegaglia ha ottenuto dei buoni risultati. In alcuni casi ha aperto addirittura la strada a Marchionne siglando contratti senza la Cgil.

In sostanza lei pensa quindi che la dichiarazione di Carlo De benedetti sia di carattere politico ?

Mi sembra proprio di sì. Ho letto su “La Repubblica” il manifesto dei giuristi di sinistra, guidato da Stefano Rodotà e da Luciano Gallino, e appoggiato da diversi economisti, che si oppongono all'articolo 8 contemplato dalla manovra. E' proprio quell'articolo, la difesa di quell'articolo che preoccupa maggiormente Marchionne.

 

(Gianluigi Da Rold)

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COMMENTI
11/10/2011 - La trave nell'occhio (Vittorio Cionini)

Perchè De Benedetti non ci parla dell'Olivetti invece di occuparsi della Fiat ? Vittorio Cionini