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BORSE/ Apertura in rosso, Berlusconi: "Speculazione, non dipende da me"

Borsa apre in perdita anche oggi, Milano perde il 4%. Berlusconi si difende: è un attacco all'euro, queste specualzioni non dipendono da me. Il governo ha fatto il possibile

Foto Ansa Foto Ansa

Ennesimo lunedì nero, quello di ieri, per le Borse, in particolar modo quella italiana. Lo spread è salito a 410 punti, gli interessi sui titoli di Stato decennali ha toccato il 6,18%, la Borsa ha perso il 3,82%. Stamattina nuovo quadro nerissimo, forse ancor peggio. L'apertura delle Borse ha segnato un nuovo tracollo: Milano va a picco perdendo il 4%, ma va male ovunque in Europa. Il rendimento del Btp oggi tocca il 6,20%. Parigi e Francoforte perdono più del 3% e calano anche i mercati orientali. A metà settimana ci sarà il vertice del G20 a Cannes da molti visto come l'ultima spiaggia per trovare risposte utili alla situazione drammatica e dove si parlerà di Spagna e Italia tra le altre cose. Ieri incontro ad Arcore tra capo del governo, Tremonti e altri esperti di economia. Stasera  l'ufficio di presidenza del Pdl: si discuterà uno scadenzario sui vari provvedimenti da mettere in atto per accelerare le misure in programma, mentre la legge di Stabilità arriva in Senato la prossima settimana. In questo quadro pessimo, Berlusconi si lascia andare ad alcune dichiarazioni che suonano come uno sfogo: questo attacco all'euro, queste speculazioni non sono colpa mia, dice. Il governo ha preso la strada giusta, ma la speculazione ha preso invece di mira l'Italia. Adesso, ha detto ancora, c'è bisogno di una risposta globale, noi non possiamo fare altro di più di quello che abbiamo fatto. Un altro governo, dice ancora, non potrebbe fare altro: "Voglio vederlo un esecutivo tecnico di gente divisa su tutto affrontare le riforme sulle quali ci siamo impegnati noi". Un riferimento ovvio alle parole dette ieri da Montezemolo riguardo a un governo di salute pubblica. Sulla scia di quanto detto dal premier anche Cicchitto che chiarisce come i governi non li facciano i mercati o le società di rating, ma gli elettori e il Parlamento. Ieri si era fatto sentire anche il leader della Lega, Umberto Bossi, preoccupato per una situazione che, dice, non può andare vanti così. La Lega, ha detto parlando alla Festa della zucca in provincia di Piacenza, è stata determinante sul contenuto e l'approvazione della lettera di intenti presentata all'Unione europea.