BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Quadrio Curzio: Italia, c’è una sola via di fuga dalla speculazione

Pubblicazione:

Foto Ansa  Foto Ansa

Mentre si avvicina il G-20 di Cannes, in programma il 3 e il 4 novembre e che dovrà affrontare la crisi dell’Eurozona, l’Italia sta vivendo un momento difficile sui mercati: oltre al calo di Piazza Affari, che ieri ha sfiorato il -4%, continua ad ampliarsi lo spread tra i titoli di stato italiani e tedeschi che ha sfondato quota 400 punti basi, con il rendimento dei Btp decennali che ha superato il 6,1%. «Il rendimento - ci spiega l’economista Alberto Quadrio Curzio - è cresciuto così sia perché il presidente del Consiglio non è credibile, sia per una maggioranza oscillante, sia per l’emarginazione (che per taluni è anche in parte una autoemarginazione) del ministro dell’Economia, che godeva e che gode di notevole credibilità in Eurolandia».

 

Professore, la situazione delle banche europee è motivo di grande preoccupazione, anche perché sono chiamate a un importante sforzo di ricapitalizzazione. Secondo lei come ne usciranno?

 

Anche su questo, con l’esautoramento del Ministro Tremonti, si ha l’impressione che l’Italia sia stata assente dall’ultimo vertice europeo. Le banche italiane sono solide, ma posseggono titoli di stato italiani che adesso si impone siano valutati ai prezzi di mercato e hanno dato crediti alle imprese che sono buoni, ma che non sono liquidi. Adesso si vedono costrette a una ricapitalizzazione, mentre non lo sono banche piene di titoli tossici ma già ricapitalizzate dai loro stati e quindi semi o del tutto statizzate. Se si prosegue, così le banche italiane passeranno a qualche banca estera statizzata che le compererà a prezzi di svendita.

 

Tra due giorni inizierà un G-20 che si occuperà della crisi europea. Lei come vede la situazione dell’Eurozona? È davvero il fulcro della crisi globale come sembra dalle dichiarazioni dei Big del mondo?

 

Se guardo ai fondamentali dell’Eurozona rilevo che sono molto meglio di quelli Usa: un debito pubblico sul Pil intorno all’85%, una bilancia commerciale in sostanziale attivo, un debito privato sul Pil contenuto. Eppure gli Usa sono riusciti a passare “il testimone” della vulnerabilità finanziaria all’Eurozona a causa di troppe indecisioni della politica europea, che dal limitato problema greco è riuscita a creare una crisi quasi-sistemica. Che adesso fa paura a tutti, perché tutto il sistema finanziario si fonda sulla fiducia che ci sia sempre un prestatore di ultima istanza. Ma non si sa quale sia adesso, a meno che le banche centrali emettano tanta moneta quanta è necessaria per sostenere i mercati dei titoli di stato europei.

 

La scorsa settimana l’Europa ha trovato una quadra sul “Fondo salva-stati”. Cosa ne pensa?



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
02/11/2011 - Indire nuove elezioni? (PAOLA CORRADI)

Scusate ma non credo sia l'idea vincente, primo perchè i tempi si allungherebbero notevolmente, e invece l'Italia ha bisogno di risposte urgenti, secondo perchè gli Italiani non reggerebbero una nuova campagna elettorale, ricordiamoci che è altissima la percentuale delle persone che non andranno più a votare perchè non si sentono rappresentati dai partiti, terzo perchè comunque con la presente legge elettorale le persone che vediamo ora in parlamento sarebbero ancora le stesse, visto che le liste sono bloccate dagli stessi partiti. Dunque ci vuole una mossa di responsabilità da parte di Partiti e in particolare del Capo del Governo e del Presidente della Repubblica per formare un nuovo Governo, con persone più capaci, è evidente infatti che quelle attuali non sono in grado di reggere la situazione portando soluzioni in grado di reggere la crisi.

 
01/11/2011 - il governo dei saggi (francesco scifo)

Questa storia del Governo dei saggi, o dei filosofi, o dei migliori, l'aveva proposta un certo Platone e poi, molti altri, ma pare che non sia democratica. Perchè non facciamo due cose semplici: 1) il Presidente scioglie le Camere ed indice subito nuove elezioni sul presupposto della gravissima situazione economica attuale; 2)un referendum popolare sull'euro, dato che al popolo non è mai stato chiesto nè se ci voleva entrare, nè se ora ci voglia restare. Inoltre, non mi pare che l'Argentina ora se la cavi tanto male, dato che il suo Presidente è stato rieletto con oltre il 50% dei voti. Quanto all'inflazione, quella reale dal 2001 ad oggi è stata a tre cifre e non a due come teme il prof Curzio: basta dire che abbiamo perso i due terzi del potere di acquisto che avevamo prima dell'euro. Mi sembra, da profano, che questa politica economica dei "migliori" ci abbia solo impoverito e continui a regalare soldi a banche e finanzieri d'assalto.