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FINANZA/ Meichtry (Wsj) e Bone (Times): i mercati vogliono un governo tecnico

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Giorgio Napolitano (Foto Imagoeconomica)  Giorgio Napolitano (Foto Imagoeconomica)

Ma non è solo la questione Berlusconi/dopo-Berlusconi a determinare le mosse dei mercati nei confronti dell’Italia. «Penso - dice Meichtry - che ci siano anche altre dinamiche macroeconomiche che spingono gli investitori ad abbandonare il debito pubblico italiano. Una mossa del genere è infatti un modo per scommettere contro l’euro. Se cade l’Italia, crolla il sistema monetario europeo». E se per Bone, l’Italia «assomiglia sempre di più alla Grecia», Meichtry ritiene che è «da tempo, almeno da agosto, che Roma ha sostituito Atene come “bersaglio” dei mercati, anche per via del suo elevato livello di debito pubblico».

Data la situazione, è impossibile non chiedere a chi ci guarda dall’esterno, se l’Italia appaia o meno come un Paese sotto commissariamento. Risponde Bone: «L’Italia è già stata sotto il dominio straniero nella sua storia. L’Unione europea è nata con il compito di gestire l’espansionismo tedesco ed evitare un’altra guerra franco-tedesca. Ma adesso i paesi piccoli della periferia europea si stanno sottomettendo al potere tedesco, giustificato dalla necessità di far sopravvivere l’Ue ed esercitato tramite le missioni tecniche degli esperti o l’avvento al potere di ex eurocrati, come quelli paventati di Mario Monti in Italia o Luca Papademos in Grecia».

 

(Lorenzo Torrisi)



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COMMENTI
10/11/2011 - E te credo..... (Mariano Belli)

per spolparci meglio....(disse il lupo...) si sembra la favola di cappuccetto rosso, speriamo che finisca come nella favola... Insomma, non si fa rinascere un Paese spolpandolo, è una cosa così ovvia, tutti dovremmo prenderne coscienza.....tutti, cari italioti....e guardate, che quelli là lo sanno benissimo, ci stano fregando grazie all'appoggio dei parlamentari ormai venduti allo straniero. Ci ridurranno alla fame. Diciamogli basta, facciamogli sentire il volere del popolo italiano!