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GEOFINANZA/ Dietro lo spread un attacco alle banche italiane

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Non lo dice il sottoscritto - il quale, tra parentesi, come sapete lo sostiene da mesi - ma Joachim Fels, capo economista di Morgan Stanley, secondo cui l’aut aut verso Atene al G20, con tanto di prospettazione di espulsione dall’Ue in caso la Grecia non tenesse fede al piano europeo, potrebbe avere conseguenze non preventivate. Per Fels, «Merkel e Sarkozy hanno infranto il tabù dell’uscita dall’area euro per un Paese, tramutandolo in un argomento contingente. È la seconda volta in meno di due mesi che lo fanno e questa volta, forse, hanno davvero aperto il vaso di Pandora. Il 21 luglio, con la decisione di coinvolgere il settore privato nel salvataggio greco, hanno segnalato che il debito sovrano dell’area euro non è più esente da rischio come investimento, innescando un pesante contagio sul mercato del debito italiano e spagnolo. Lo scorso weekend, evocando la possibilità che uno Stato possa essere forzato a lasciare l’euro, i governi dell’Europa centrale potrebbero aver messo in atto una sequenza di eventi che potenzialmente potrebbero sfociare in corsa sui debiti sovrani e sulle banche dei paesi periferici. Una fattispecie in grado di tramutare in benigno quanto finora abbia visto e vissuto della crisi».

E visto il piano da lacrime e sangue che Parigi sta per imporre con un blitz ai suoi cittadini per cercare disperatamente di salvare il rating AAA, sembra che i primi effetti collaterali dell’ennesimo capolavoro di Cip e Ciop stiano per sostanziarsi, a spese proprio della Francia. Come sempre, quando qualcosa di negativo riguarda Sarkozy, sono dispiaciutissimo. Altro che Berlusconi, visto che fino a prova contraria lo spread è rimasto inchiodato per i primi tre anni di governo del centrodestra (il quale di colpe ne ha, per carità, tantissime, ma non certo tali e tante da prendere 280 punti base sul Bund), cominciando a salire dallo scorso luglio: cosa ha fatto in quei giorni il Cavaliere per innescare una spirale simile? Un festino? Ha raccontato una barzelletta? Ha minacciato di vendere Mediaset o di uscire dall’Ue? Niente.

 

 

Da inizio luglio, però, sono cominciate a circolare indiscrezioni sul taglio dei rendimenti sulle obbligazioni greche e sul possibile abbandono dell’eurozona da parte della Grecia, innescate da leader ed esponenti di Francia e Germania. Esattamente quanto confermato da Joachim Fels, timing perfetto. Forse Fels è più catastrofista di me (ce ne vuole, direte voi), ma occorre guardare in faccia la realtà: a mettere sempre maggiore pressione sul mercato obbligazionario ci stanno pensando infatti anche le banche, sempre più impegnate a scaricare debito periferico dalle proprie detenzioni in ossequio alle richieste dell’Eba (nei fatti l’Ue) di maggiore capitalizzazione per 106 miliardi di euro, una scelta definita suicida da molti in un momento in cui gli spread di tutti i paesi - compresa la Francia dal rating AAA - stanno letteralmente scoppiando.


COMMENTI
10/11/2011 - mungere la vacca.... (Mauro Bianchessi)

Avete mai munto una vacca in vita vostra? Io si, nella mia azienda ne mungiamo 300 2 volte al dì. Se le tratti bene, dai loro da mangiare quello di cui hanno bisogno, sono in grado di ripagarti con la giusta quantità di latte. In più riescono anche a partorire splendide vitelline che nell'arco di 2 anni diventeranno esse stesse delle belle vacche capaci di fare tanto buon latte. Se invece cerchi di spremerle all'inverosimile, senza la giusta attenzione ai loro bisogni molto presto smetteranno di fare latte. Gli operatori finanziari sono un po' come i produttori di latte. Solo che temo abbiano scordato quelle che noi allevatori chiamiamo le buone pratiche di gestione della bergamina. Sembra che abbiano deciso di spremere le loro vacche virtuali fino a che non esaleranno l'ultimo respiro, causando così anche la loro estinzione. Per questo tempo fa ho smesso di dare i miei soldi a chi si comporta in modo tutt'altro che logico, a chi ha fatto dell'avidità l'unica ragione di vita.

 
10/11/2011 - C'è chi porta il fardello e chi lo fa portare. (claudia mazzola)

Commenti, risposte, litigi, tutto fatto da persone nella bambagia e noi qua sotto ci attacchiamo al tram. Speriamo che San Francesco ascolti le mie preghiere e interceda per un prospero futuro italiano.

 
10/11/2011 - euro contro dollaro (Stefano Gianni)

è evidente che l'attacco viene dall'America (massonica?) ed è diretto alla distruzione dell'euro, e di questo è responsabile Berlusconi, è ovvio. Potenza della propaganda, sono proprio bravi a farci credere il contrario e noi boccaloni!

 
10/11/2011 - Causa : la guerra dollaro vs euro (Mariano Belli)

Berlusconi e il debito piuttosto ingente (il Giappone ne ha molti più di noi, il rapporto debito/pil della Francia è molto peggiore del nostro) esistevano anche gli anni scorsi, eppure non vi era tutta questa speculazione al ribasso sul nostro debito. Stranamente, ma non tanto, non vi è attacco al debito giapponese o francese (finora......) Nessuno mi toglie dalla testa che sia : 1 un attacco all'euro affinchè naufraghi, lasciando così il dollaro valuta incontrastata della finanza globale. 2 un isteria (conseguente) dei mercati e dei loro operatori. Se è vero quanto ho scritto, finirà male, ma per tutta l'Europa, non solo per noi.....

 
10/11/2011 - Prestando il fianco 2 (Diego Perna)

-Lo volete sapere chi sono i responsabili dell’assalto alle obbligazioni italiane e degli spread che volano alle stelle? Berlusconi? Ma per favore! - Egr. Dott. Bottarelli, da molto la seguo, leggendo con interesse i suoi articoli, è ovvio che Berlusconi non può aver causato tutto questo da solo, ma con tutti quelli che gli vanno appresso si. Se in una crisi come questa , dove ognuno cerca di salvare se stesso, Francia e Germania , ma anche Stati Uniti Cina e tutto il resto, qualcuno presta il fianco di una scarsa credibilità e ingegno politico, e non vado oltre, non si può pretendere di non essere attaccati. I mercati non hanno un’anima, sono tecnici, e infatti anche Lei si limita a descriverne spesso solo questo di aspetto, ma le condizioni reali del ns paese, seppur non sono così disastrate, non possono essere ininfluenti su andamenti di borsa o spread, così come l’aspetto politico. Negli ultimi anni che l’Italia non sia cresciuta lo sanno tutti, e se non è colpa del governo, di questo o dell’altro, vorrei chiederle se forse Lei crede sia colpa degli imprenditori.

 
10/11/2011 - Prestando il fianco 2 (Diego Perna)

Gli unici che non falliscono sono coloro che delocalizzano, certo c’è anche un buon numero di eccellenze, ma se la Marcegaglia ultimamente- grida-, forse è perché politici, ma anche alcuni economisti, presumono che se le imprese chiudono, succede perché non sanno stare nei nuovi mercati globali (ma non siamo la Cina e non possiamo avere degli schiavi) . La situazione che si è venuta a creare non è partita a Luglio e nemmeno negli ultimi giorni, ci si continua a soffermare su aspetti contingenti, mentre gli errori sono pregressi di anni, e sono soprattutto gli imprenditori, che se ne sono accorti per primi, mentre gli economisti e i politici, guardando alla macroeconomia soltanto, hanno perso di vista i problemi reali nel territorio. Nel Sud, dove io vivo la benzina è più cara e la disoccupazione è il triplo di quella media, ci si arrangia per vivere, ma questo sembrerebbe non incidere sullo spread o sulle borse, almeno a leggere articoli come il Suo e non solo. La realtà non è a camere stagne, le questioni sono tutte legate e così è l’economia globale, i punti vanno presi in considerazione contemporaneamente sennò si rischia uno squilibrio di comprensione mettendo l’accento solo sui fattori che immediatamente appaiono più evidenti per circostanze e accadimenti limitati e brevi nel tempo. Certo così è più semplice ma non funzionerà per risolvere un disastro prossimo venturo. Grazie Buona Giornata