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GEOFINANZA/ Dietro lo spread un attacco alle banche italiane

Ieri l’Italia ha vissuto una giornata nera sui mercati finanziari, con lo spread tra Btp e Bund che ha raggiunto nuovi record sopra i 500 punti base. Il commento di MAURO BOTTARELLI

Foto Ansa Foto Ansa

Questi sono i classici momenti in cui bisogna tenere i nervi saldi, perché la situazione non è seria ma drammatica. Quindi, astenersi polsi tremolanti. Ma anche apprendisti stregoni e profeti di facili soluzioni, come quei geni di economisti tanto cari a Gad Lerner, secondo cui le dimissioni di Berlusconi da sole avrebbero garantito l’abbassamento dello spread di 200 punti. Certo, il Cav. non si è ufficialmente ancora dimesso, ma la promessa di farlo nell’arco di 10-15 giorni formalizzata di fronte al Capo dello Stato in persona, non dovrebbe valere almeno 50 o 30 punti in meno? Ne abbiamo presi 60 in più ieri di punti di spread. E non solo il dato del Btp decennale sul Bund deve farci paura: la curva dei tassi si è ufficialmente invertita, un bond a 2 anni rende come quello a 10 anni. E questa è una grana, enorme, nell’immediato.

Di più, a fronte della rottura della linea Maginot dei 500 punti di cui vi avevo parlato la scorsa settimana (quella garantita dallo spread calcolato su un paniere di bond con rating AAA, Germania, Francia e Olanda), LCH Clearnet, la cassa di compensazione che sovrintende il mercato obbligazionario, ha alzato i margini sulla detenzione del debito italiano, portando quelli sul decennale dal 6,65% all’11,65%, ovvero per detenere 100 euro del nostro debito a 10 anni non servono più 6,65 euro ma 11,65: ecco spiegata la svendita di ieri e il relativo spread a cannone. Barclays Capital ha calcolato che questo aggravio (fra il 3% e il 5%, dipende dal tipo di bond) costerà alle banche italiane 8 miliardi di euro in più. Questo in un momento in cui francesi e tedeschi, con la collaborazione dell’Autorità bancaria europea (l’Eba), hanno scritto regole per la ricapitalizzazione assolutamente a loro favore e contro le banche italiane e spagnole, costrette a salti mortali che non solo porteranno un’automatica stretta creditizia verso famiglie e imprese, ma anche all’accettazione del fatto di essere “figli di un Dio minore”, poiché pur essendo meno esposte alla leva (Unicredit è 14-1, contro il 30-1 di Deutsche Bank) dovranno ricapitalizzarsi più delle loro colleghe teutoniche e transalpine in un momento di illiquidità e congelamento del mercato interbancario.

Con la consueta lucidità, ieri il ministro Maurizio Sacconi è stato tra i pochissimi politici a capire il nodo reale del problema: «Siamo in una situazione di incertezza manifesta, ma c’è una convenienza ad attaccare i titoli pubblici italiani per colpire le nostre banche». Punto. Lo volete sapere chi sono i responsabili dell’assalto alle obbligazioni italiane e degli spread che volano alle stelle? Berlusconi? Ma per favore! La speculazione internazionale brutta e cattiva? Ma per favore!, quella al limite sta comprando il nostro debito a prezzo di saldo dalle banche tedesche, francesi e inglesi. I responsabili sono Francia, Germania ed Eba.

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COMMENTI
10/11/2011 - mungere la vacca.... (Mauro Bianchessi)

Avete mai munto una vacca in vita vostra? Io si, nella mia azienda ne mungiamo 300 2 volte al dì. Se le tratti bene, dai loro da mangiare quello di cui hanno bisogno, sono in grado di ripagarti con la giusta quantità di latte. In più riescono anche a partorire splendide vitelline che nell'arco di 2 anni diventeranno esse stesse delle belle vacche capaci di fare tanto buon latte. Se invece cerchi di spremerle all'inverosimile, senza la giusta attenzione ai loro bisogni molto presto smetteranno di fare latte. Gli operatori finanziari sono un po' come i produttori di latte. Solo che temo abbiano scordato quelle che noi allevatori chiamiamo le buone pratiche di gestione della bergamina. Sembra che abbiano deciso di spremere le loro vacche virtuali fino a che non esaleranno l'ultimo respiro, causando così anche la loro estinzione. Per questo tempo fa ho smesso di dare i miei soldi a chi si comporta in modo tutt'altro che logico, a chi ha fatto dell'avidità l'unica ragione di vita.

 
10/11/2011 - C'è chi porta il fardello e chi lo fa portare. (claudia mazzola)

Commenti, risposte, litigi, tutto fatto da persone nella bambagia e noi qua sotto ci attacchiamo al tram. Speriamo che San Francesco ascolti le mie preghiere e interceda per un prospero futuro italiano.

 
10/11/2011 - euro contro dollaro (Stefano Gianni)

è evidente che l'attacco viene dall'America (massonica?) ed è diretto alla distruzione dell'euro, e di questo è responsabile Berlusconi, è ovvio. Potenza della propaganda, sono proprio bravi a farci credere il contrario e noi boccaloni!

 
10/11/2011 - Causa : la guerra dollaro vs euro (Mariano Belli)

Berlusconi e il debito piuttosto ingente (il Giappone ne ha molti più di noi, il rapporto debito/pil della Francia è molto peggiore del nostro) esistevano anche gli anni scorsi, eppure non vi era tutta questa speculazione al ribasso sul nostro debito. Stranamente, ma non tanto, non vi è attacco al debito giapponese o francese (finora......) Nessuno mi toglie dalla testa che sia : 1 un attacco all'euro affinchè naufraghi, lasciando così il dollaro valuta incontrastata della finanza globale. 2 un isteria (conseguente) dei mercati e dei loro operatori. Se è vero quanto ho scritto, finirà male, ma per tutta l'Europa, non solo per noi.....

 
10/11/2011 - Prestando il fianco 2 (Diego Perna)

-Lo volete sapere chi sono i responsabili dell’assalto alle obbligazioni italiane e degli spread che volano alle stelle? Berlusconi? Ma per favore! - Egr. Dott. Bottarelli, da molto la seguo, leggendo con interesse i suoi articoli, è ovvio che Berlusconi non può aver causato tutto questo da solo, ma con tutti quelli che gli vanno appresso si. Se in una crisi come questa , dove ognuno cerca di salvare se stesso, Francia e Germania , ma anche Stati Uniti Cina e tutto il resto, qualcuno presta il fianco di una scarsa credibilità e ingegno politico, e non vado oltre, non si può pretendere di non essere attaccati. I mercati non hanno un’anima, sono tecnici, e infatti anche Lei si limita a descriverne spesso solo questo di aspetto, ma le condizioni reali del ns paese, seppur non sono così disastrate, non possono essere ininfluenti su andamenti di borsa o spread, così come l’aspetto politico. Negli ultimi anni che l’Italia non sia cresciuta lo sanno tutti, e se non è colpa del governo, di questo o dell’altro, vorrei chiederle se forse Lei crede sia colpa degli imprenditori.

 
10/11/2011 - Prestando il fianco 2 (Diego Perna)

Gli unici che non falliscono sono coloro che delocalizzano, certo c’è anche un buon numero di eccellenze, ma se la Marcegaglia ultimamente- grida-, forse è perché politici, ma anche alcuni economisti, presumono che se le imprese chiudono, succede perché non sanno stare nei nuovi mercati globali (ma non siamo la Cina e non possiamo avere degli schiavi) . La situazione che si è venuta a creare non è partita a Luglio e nemmeno negli ultimi giorni, ci si continua a soffermare su aspetti contingenti, mentre gli errori sono pregressi di anni, e sono soprattutto gli imprenditori, che se ne sono accorti per primi, mentre gli economisti e i politici, guardando alla macroeconomia soltanto, hanno perso di vista i problemi reali nel territorio. Nel Sud, dove io vivo la benzina è più cara e la disoccupazione è il triplo di quella media, ci si arrangia per vivere, ma questo sembrerebbe non incidere sullo spread o sulle borse, almeno a leggere articoli come il Suo e non solo. La realtà non è a camere stagne, le questioni sono tutte legate e così è l’economia globale, i punti vanno presi in considerazione contemporaneamente sennò si rischia uno squilibrio di comprensione mettendo l’accento solo sui fattori che immediatamente appaiono più evidenti per circostanze e accadimenti limitati e brevi nel tempo. Certo così è più semplice ma non funzionerà per risolvere un disastro prossimo venturo. Grazie Buona Giornata