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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ Dietro lo spread un attacco alle banche italiane

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Ieri è giunta la notizia che sia Bnp Paribas che Commerzbank stanno vendendo debito sovrano europeo in perdita pur di eliminarlo dai bilanci: il colosso francese è incorso in una perdita da 812 milioni di euro negli ultimi quattro mesi riducendo le proprie detenzioni di debito cosiddetto Piigs a prezzo inferiore all’acquisto, mentre Commerzbank quest’anno è incorsa in perdite del 22% (pari a 687 milioni di euro) nel taglio delle sue detenzioni di debito greco, spagnolo, irlandese, portoghese e italiano, ora in totale a quota 13 miliardi di euro.

Per Otto Dichtl, analista del credito per aziende finanziarie alla Knight Capital Europe di Londra, «i leader e i regolatori europei si stanno sparando nei piedi da soli come reazione alla paura generata dalla bancarotta di MF Capital. Così facendo, la spirale al ribasso continuerà fino a quando i legislatori troveranno una soluzione di back-up per il debito sovrano. La ricapitalizzazione del settore bancario europeo si sta trasformando in una miccia bagnata, visto che non fa nulla per risolvere il problema principale, ovvero restaurare lo status di mercato esente da rischio per il debito sovrano». E il rischio è certificato anche dall’uomo che ha negoziato a nome dei creditori privati della Grecia, Charles Dallara, secondo cui «il valore di mercato del debito delle nazioni sotto osservazione è destinato a scendere ancora, stante le scelta delle banche di scaricare bond sovrani. Questo è l’esatto contrario dell’obiettivo di stabilizzare e puntellare l’outlook del debito sovrano in Europa». A certificare il colossale errore compiuto da francesi e tedeschi aprendo il vaso di Pandora, anche l’amministratore delegato di Deutsche Bank in persona, Josef Ackermann, che in un’intervista alla tv tedesca Ard del 6 novembre ha sottolineato come «allontanarsi dal principio che il debito sovrano europeo è esente da rischio, è una scelta da ci si ritorcerà contro. È uno sviluppo davvero pericoloso».

Per Christophe Nijdam, analista alla Alpha Value di Parigi, «non si può fare una colpa a Bnp Paribas o ad altre banche europee se vendono debito sovrano. Il fondo di salvataggio europeo, infatti, non ha sufficiente potenza di fuoco e non è equipaggiato per acquisti di bond di una certa rilevanza sul mercato secondario, quindi un banchiere non sta lì ad aspettare di vedere cosa succederà a Spagna e Italia, si muove prima e gioca in difesa». Il problema è che, oggi come oggi, agire in un senso o nell’altro presenta rischi molto alti. In passato, infatti, le banche dei vari paesi intervenivano sui mercati colmando il gap quando la domanda estera di bond sovrani scendeva, ma questo ha creato un collegamento diretto, un cordone ombelicale tra sistema bancario e debito sovrano. Quindi, se ora scarichi debito, come sembra naturale, non fai altro che accelerare il processo di deleveraging, facendo schizzare gli spread, ma se non lo fai ti ritrovi con un sistema bancario direttamente e quasi totalmente correlato ai bond sovrani e quindi molto vulnerabile agli shock. Capito, amici miei?


COMMENTI
10/11/2011 - mungere la vacca.... (Mauro Bianchessi)

Avete mai munto una vacca in vita vostra? Io si, nella mia azienda ne mungiamo 300 2 volte al dì. Se le tratti bene, dai loro da mangiare quello di cui hanno bisogno, sono in grado di ripagarti con la giusta quantità di latte. In più riescono anche a partorire splendide vitelline che nell'arco di 2 anni diventeranno esse stesse delle belle vacche capaci di fare tanto buon latte. Se invece cerchi di spremerle all'inverosimile, senza la giusta attenzione ai loro bisogni molto presto smetteranno di fare latte. Gli operatori finanziari sono un po' come i produttori di latte. Solo che temo abbiano scordato quelle che noi allevatori chiamiamo le buone pratiche di gestione della bergamina. Sembra che abbiano deciso di spremere le loro vacche virtuali fino a che non esaleranno l'ultimo respiro, causando così anche la loro estinzione. Per questo tempo fa ho smesso di dare i miei soldi a chi si comporta in modo tutt'altro che logico, a chi ha fatto dell'avidità l'unica ragione di vita.

 
10/11/2011 - C'è chi porta il fardello e chi lo fa portare. (claudia mazzola)

Commenti, risposte, litigi, tutto fatto da persone nella bambagia e noi qua sotto ci attacchiamo al tram. Speriamo che San Francesco ascolti le mie preghiere e interceda per un prospero futuro italiano.

 
10/11/2011 - euro contro dollaro (Stefano Gianni)

è evidente che l'attacco viene dall'America (massonica?) ed è diretto alla distruzione dell'euro, e di questo è responsabile Berlusconi, è ovvio. Potenza della propaganda, sono proprio bravi a farci credere il contrario e noi boccaloni!

 
10/11/2011 - Causa : la guerra dollaro vs euro (Mariano Belli)

Berlusconi e il debito piuttosto ingente (il Giappone ne ha molti più di noi, il rapporto debito/pil della Francia è molto peggiore del nostro) esistevano anche gli anni scorsi, eppure non vi era tutta questa speculazione al ribasso sul nostro debito. Stranamente, ma non tanto, non vi è attacco al debito giapponese o francese (finora......) Nessuno mi toglie dalla testa che sia : 1 un attacco all'euro affinchè naufraghi, lasciando così il dollaro valuta incontrastata della finanza globale. 2 un isteria (conseguente) dei mercati e dei loro operatori. Se è vero quanto ho scritto, finirà male, ma per tutta l'Europa, non solo per noi.....

 
10/11/2011 - Prestando il fianco 2 (Diego Perna)

-Lo volete sapere chi sono i responsabili dell’assalto alle obbligazioni italiane e degli spread che volano alle stelle? Berlusconi? Ma per favore! - Egr. Dott. Bottarelli, da molto la seguo, leggendo con interesse i suoi articoli, è ovvio che Berlusconi non può aver causato tutto questo da solo, ma con tutti quelli che gli vanno appresso si. Se in una crisi come questa , dove ognuno cerca di salvare se stesso, Francia e Germania , ma anche Stati Uniti Cina e tutto il resto, qualcuno presta il fianco di una scarsa credibilità e ingegno politico, e non vado oltre, non si può pretendere di non essere attaccati. I mercati non hanno un’anima, sono tecnici, e infatti anche Lei si limita a descriverne spesso solo questo di aspetto, ma le condizioni reali del ns paese, seppur non sono così disastrate, non possono essere ininfluenti su andamenti di borsa o spread, così come l’aspetto politico. Negli ultimi anni che l’Italia non sia cresciuta lo sanno tutti, e se non è colpa del governo, di questo o dell’altro, vorrei chiederle se forse Lei crede sia colpa degli imprenditori.

 
10/11/2011 - Prestando il fianco 2 (Diego Perna)

Gli unici che non falliscono sono coloro che delocalizzano, certo c’è anche un buon numero di eccellenze, ma se la Marcegaglia ultimamente- grida-, forse è perché politici, ma anche alcuni economisti, presumono che se le imprese chiudono, succede perché non sanno stare nei nuovi mercati globali (ma non siamo la Cina e non possiamo avere degli schiavi) . La situazione che si è venuta a creare non è partita a Luglio e nemmeno negli ultimi giorni, ci si continua a soffermare su aspetti contingenti, mentre gli errori sono pregressi di anni, e sono soprattutto gli imprenditori, che se ne sono accorti per primi, mentre gli economisti e i politici, guardando alla macroeconomia soltanto, hanno perso di vista i problemi reali nel territorio. Nel Sud, dove io vivo la benzina è più cara e la disoccupazione è il triplo di quella media, ci si arrangia per vivere, ma questo sembrerebbe non incidere sullo spread o sulle borse, almeno a leggere articoli come il Suo e non solo. La realtà non è a camere stagne, le questioni sono tutte legate e così è l’economia globale, i punti vanno presi in considerazione contemporaneamente sennò si rischia uno squilibrio di comprensione mettendo l’accento solo sui fattori che immediatamente appaiono più evidenti per circostanze e accadimenti limitati e brevi nel tempo. Certo così è più semplice ma non funzionerà per risolvere un disastro prossimo venturo. Grazie Buona Giornata