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GEOFINANZA/ Dietro lo spread un attacco alle banche italiane

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Oggi asta di Bot a un anno e lunedì mega-emissione di Btp decennali: non so voi ma il picco fuori controllo dello spread proprio a ridosso di queste scadenze a me pare tutto tranne che casuale, ancora una volta un timing perfetto e predeterminato. Come ho detto all’inizio, nervi saldi però. Prima di chiedere aiuto a Ue e Fmi, la Grecia ha resistito 13 giorni con il rendimento del decennale al 7%, l’Irlanda 15 e il Portogallo 49. Noi abbiamo almeno tre mesi di camera di compensazione (a caro prezzo, sia chiaro) prima dei rischi di solvibilità reali: ma occorre agire, politicamente. E subito. Come? Io ho la mia idea: nonostante sia sempre favorevole al ricorso alle urne - l’ho già detto - in questo caso la situazione è straordinaria, quindi servono soluzione non di rito: occorre un governo di emergenza e di scopo guidato da Lorenzo Bini Smaghi. Pensateci: chi più di un membro del board della Bce può garantire i nostri impegni verso Ue e Fmi, tranquillizzare i mercati, ristabilizzare i rapporti con la Francia (che si vedrà finalmente liberato il posto nel consiglio direttivo dell’Eurotower), la quale tra poco capirà di essere stata usata dalla Germania come ariete per il puro interesse della Merkel?

E, soprattutto, Bini Smaghi potrebbe mandare un chiaro segnale a Parigi e Berlino, essendo lui a conoscenza di molti scheletri negli armadi di banche e società assicurative di quei Paesi, oltre che degli errori compiuti dai politici che ci bacchettano in difesa dei loro interessi particolari. Rifletteteci. E, nel frattempo, nervi saldi.

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COMMENTI
10/11/2011 - mungere la vacca.... (Mauro Bianchessi)

Avete mai munto una vacca in vita vostra? Io si, nella mia azienda ne mungiamo 300 2 volte al dì. Se le tratti bene, dai loro da mangiare quello di cui hanno bisogno, sono in grado di ripagarti con la giusta quantità di latte. In più riescono anche a partorire splendide vitelline che nell'arco di 2 anni diventeranno esse stesse delle belle vacche capaci di fare tanto buon latte. Se invece cerchi di spremerle all'inverosimile, senza la giusta attenzione ai loro bisogni molto presto smetteranno di fare latte. Gli operatori finanziari sono un po' come i produttori di latte. Solo che temo abbiano scordato quelle che noi allevatori chiamiamo le buone pratiche di gestione della bergamina. Sembra che abbiano deciso di spremere le loro vacche virtuali fino a che non esaleranno l'ultimo respiro, causando così anche la loro estinzione. Per questo tempo fa ho smesso di dare i miei soldi a chi si comporta in modo tutt'altro che logico, a chi ha fatto dell'avidità l'unica ragione di vita.

 
10/11/2011 - C'è chi porta il fardello e chi lo fa portare. (claudia mazzola)

Commenti, risposte, litigi, tutto fatto da persone nella bambagia e noi qua sotto ci attacchiamo al tram. Speriamo che San Francesco ascolti le mie preghiere e interceda per un prospero futuro italiano.

 
10/11/2011 - euro contro dollaro (Stefano Gianni)

è evidente che l'attacco viene dall'America (massonica?) ed è diretto alla distruzione dell'euro, e di questo è responsabile Berlusconi, è ovvio. Potenza della propaganda, sono proprio bravi a farci credere il contrario e noi boccaloni!

 
10/11/2011 - Causa : la guerra dollaro vs euro (Mariano Belli)

Berlusconi e il debito piuttosto ingente (il Giappone ne ha molti più di noi, il rapporto debito/pil della Francia è molto peggiore del nostro) esistevano anche gli anni scorsi, eppure non vi era tutta questa speculazione al ribasso sul nostro debito. Stranamente, ma non tanto, non vi è attacco al debito giapponese o francese (finora......) Nessuno mi toglie dalla testa che sia : 1 un attacco all'euro affinchè naufraghi, lasciando così il dollaro valuta incontrastata della finanza globale. 2 un isteria (conseguente) dei mercati e dei loro operatori. Se è vero quanto ho scritto, finirà male, ma per tutta l'Europa, non solo per noi.....

 
10/11/2011 - Prestando il fianco 2 (Diego Perna)

-Lo volete sapere chi sono i responsabili dell’assalto alle obbligazioni italiane e degli spread che volano alle stelle? Berlusconi? Ma per favore! - Egr. Dott. Bottarelli, da molto la seguo, leggendo con interesse i suoi articoli, è ovvio che Berlusconi non può aver causato tutto questo da solo, ma con tutti quelli che gli vanno appresso si. Se in una crisi come questa , dove ognuno cerca di salvare se stesso, Francia e Germania , ma anche Stati Uniti Cina e tutto il resto, qualcuno presta il fianco di una scarsa credibilità e ingegno politico, e non vado oltre, non si può pretendere di non essere attaccati. I mercati non hanno un’anima, sono tecnici, e infatti anche Lei si limita a descriverne spesso solo questo di aspetto, ma le condizioni reali del ns paese, seppur non sono così disastrate, non possono essere ininfluenti su andamenti di borsa o spread, così come l’aspetto politico. Negli ultimi anni che l’Italia non sia cresciuta lo sanno tutti, e se non è colpa del governo, di questo o dell’altro, vorrei chiederle se forse Lei crede sia colpa degli imprenditori.

 
10/11/2011 - Prestando il fianco 2 (Diego Perna)

Gli unici che non falliscono sono coloro che delocalizzano, certo c’è anche un buon numero di eccellenze, ma se la Marcegaglia ultimamente- grida-, forse è perché politici, ma anche alcuni economisti, presumono che se le imprese chiudono, succede perché non sanno stare nei nuovi mercati globali (ma non siamo la Cina e non possiamo avere degli schiavi) . La situazione che si è venuta a creare non è partita a Luglio e nemmeno negli ultimi giorni, ci si continua a soffermare su aspetti contingenti, mentre gli errori sono pregressi di anni, e sono soprattutto gli imprenditori, che se ne sono accorti per primi, mentre gli economisti e i politici, guardando alla macroeconomia soltanto, hanno perso di vista i problemi reali nel territorio. Nel Sud, dove io vivo la benzina è più cara e la disoccupazione è il triplo di quella media, ci si arrangia per vivere, ma questo sembrerebbe non incidere sullo spread o sulle borse, almeno a leggere articoli come il Suo e non solo. La realtà non è a camere stagne, le questioni sono tutte legate e così è l’economia globale, i punti vanno presi in considerazione contemporaneamente sennò si rischia uno squilibrio di comprensione mettendo l’accento solo sui fattori che immediatamente appaiono più evidenti per circostanze e accadimenti limitati e brevi nel tempo. Certo così è più semplice ma non funzionerà per risolvere un disastro prossimo venturo. Grazie Buona Giornata